L’addio di Rooney aiuterà i meno fortunati: l’ultimo omaggio di Wayne a sua cognata Rosie

L’ultima partita di Rooney con la nazionale serve a regalare a Wazza la giusta passerella, ma anche per regalare un po’ di speranza a chi è meno fortunato. Il match infatti è stato ufficialmente associato alla Wayne Rooney Foundation, creata dall’ex calciatore dello United dopo un evento tragico della sua vita.

di Redazione Il Posticipo

Una questione di cuore. In tutti i sensi. L’ultima partita di Wayne Rooney con la nazionale serve a regalare a un campione unico (nonchè miglior marcatore nella storia della nazionale di Sua Maestà) la giusta passerella, ma anche per regalare un po’ di speranza a chi è meno fortunato. Il match infatti è stato ufficialmente associato alla Wayne Rooney Foundation, creata dall’ex calciatore dello United dopo un evento tragico della sua vita: la morte di sua cognata Rosie, venuta a mancare a soli 14 anni nel 2013. Da quel momento, Wazza ha cominciato a spendere il suo nome e la sua fama per contribuire alla ricerca e al sostegno di case di cura pediatriche.

FUNDRAISING – Come riporta il Sun, il suo testimonial match con lo United ha contribuito a raccogliere oltre un milione di sterline da donare alla fondazione. La partita con gli USA, invece, non contribuirà con l’incasso (anche se all’inizio si era pensato che una parte potesse andare alla WRF), ma con una serie di iniziative di fundraising all’interno della serata di gala. Donazioni attraverso SMS, ma anche aste a scopo benefico di oggetti e memorabilia. Una soluzione di compromesso che farà contenti tutti, visto che di certo gli appelli delle celebrità e dei grandi campioni che hanno deciso di aiutare Wazza convinceranno più di qualcuno a donare.

ROSIE – E lo stesso Rooney, qualche ora prima del match, ci ha tenuto a sottolineare quanto per lui sia importante questa serata, soprattutto dal punto di vista personale. Sul suo profilo Twitter il calciatore dei DC United ha postato una sua foto mentre festeggia un gol e ha raccontato il momento più triste della sua vita. “Quando festeggio un gol, lo faccio per onorare la memoria di mia cognata Rosie, che è tristemente venuta a mancare a 14 anni nel 2013. Rosie ha passato del tempo sia all’Alder Hey Hospital che alla Claire House ed il livello di cure e di supporto che tutta la nostra famiglia ha ricevuto è stato straordinario. Per favore, donate se potete e aiutateci ad aiutare altre famiglie. Grazie”. Un gol splendido, che non finirà negli annali del calcio, ma che resterà nel cuore di tutti.

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