L’addio al veleno del mondo Barça ad Arthur: “Arrivato come il nuovo Xavi, mai stato costante e a volte deconcentrato”

Quello del Barcellona non sembra esattamente un ambiente semplice in cui cercare di imporsi. E ad Arthur non è che sia andata benissimo, considerando che il centrocampista lascia il Camp Nou appena dopo due anni. Ora che l’addio è scritto, si sottolineano i problemi incontrati dal brasiliano in blaugrana…

di Redazione Il Posticipo

Quello del Barcellona non sembra esattamente un ambiente semplice in cui cercare di imporsi. Un club importante come quello catalano pretende sempre il massimo dai suoi calciatori e persino stelle conclamate del pallone rischiano di non riuscire a entrare in sintonia con la società o con i tifosi. Basterebbe pensare a Griezmann e Coutinho, arrivati per tantissimi soldi e che hanno trovato difficoltà di ambientamento. Il francese non sembra ancora totalmente integrato, mentre il brasiliano è di troppo e viene prestato nella speranza di cederlo. E anche ad Arthur non è che sia andata benissimo, considerando che il centrocampista lascia il Camp Nou appena dopo due anni per andare alla Juventus.

NUOVO XAVI – E come spesso accade da quelle parti, il saluto non è poi così sentito. Arthur non è mai stato troppo apprezzato, nè dalla aficion culè nè tanto meno dall’ambiente blaugrana. Al punto che Mundo Deportivo, una delle testate di riferimento del mondo Barça, chiosa: “arrivato come il nuovo Xavi, se ne va prima del previsto”. L’etichetta, in effetti, non è che abbia poi portato così fortuna al verdeoro, che si è ritrovato in una squadra che da lui si aspettava l’impossibile: non far rimpiangere un calciatore che ha scritto la storia del club, della nazionale spagnola e, più in generale, del calcio mondiale. Complicato per tutti, persino per chi veniva considerato un predestinato.

POCO REGOLARE – Ora che l’addio è scritto, si sottolineano i problemi incontrati da Arthur a Barcellona. “In campo lascia luci e ombre. Da una parte ha dimostrato di poter stare nel club blaugrana, ma le qualità che ha, la visione di gioco e la tecnica, non le ha mostrate con costanza, vuoi per gli infortuni, vuoi per la mancanza di fiducia da parte di Valverde o di Setién. O perchè in alcuni momenti non è stato concentrato su quello a cui doveva pensare”. Anche la cartella medica viene esaminata con cura. “Ha avuto nove infortuni in quasi due stagioni, in particolare problemi di pubalgia che gli hanno fatto perdere la fine del 2019 e l’inizio del 2020”. Insomma, sembra quasi che da quelle parti debbano essere contenti di salutarlo…

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