La voce del…portiere: Guzan microfonato durante l’All Star Game della MLS

Come del resto tutti gli sport, per gli americani il calcio è prima di tutto uno spettacolo e di conseguenza deve essere reso più appetibile allo spettatore. E cosa c’è di meglio di far sentire a tutti cosa si dice in campo? Quindi, basta collegare il portiere ai commentatori!

di Redazione Il Posticipo

“Signora mia, dove andremo a finire…”.  Il più classico dei lamenti , che, con tutta probabilità, più di qualcuno durante l’All Star Game della MLS, avrà recitato. Non tanto per la partita in sé, che la presenza della Juventus ha certamente aiutato a rendere molto più interessante, quanto per una delle tante innovazioni (?) tecnologiche che gli americani stanno tentando di apportare al gioco più bello del mondo. Non si parla di VAR, nè tanto meno di Goal Line Technology. Come del resto tutti gli sport, per gli americani il calcio (anzi…il soccer) è prima di tutto uno spettacolo e di conseguenza deve essere reso più appetibile allo spettatore. E cosa c’è di meglio di far sentire a tutti cosa accade in campo?

MICROFONO – Finora nulla di strano, anche perché siamo ormai abituati, grazie ai microfoni ambientali, a sentire molto più di ciò che dovremmo durante le telecronache dei match. In alcuni sport, come per esempio il rugby, abbiamo addirittura cominciato ad accettare il fatto che ciò che dice l’arbitro possa essere diffuso anche al di fuori del campo. Ma negli Stati Uniti hanno voluto, ovviamente, esagerare. E a prendere direttamente la parola è stato uno dei calciatori in campo. Il precursore di questa nuova tecnologia applicata al calcio è stato il portiere della selezione della lega statunitense, Brad Guzan dell’Atlanta United. L’estremo difensore era infatti collegato attraverso un auricolare e un microfono con i commentatori ufficiali del match, che nelle fasi in cui il pallone era abbastanza lontano dalla sua porta intervenivano per porgli delle domande oppure per ascoltare cosa il calciatore dicesse ai suoi compagni di squadra.

ESPERIMENTO RIPETIBILE? – Il tutto, ovviamente, in nome dello spettacolo e del divertimento, dato che si parla comunque di una partita di esibizione. Ma quanto ci vorrà prima che questa novità venga proposta anche per i calciatori di movimento? E poi, perchè no, anche per gli incontri ufficiali? Conoscendo gli americani, potrebbe non passare molto. Ma la domanda che tutti si pongono è un’altra. L’idea verrà esportata? Per il bene del calcio, si spera di no. Anche perché, come ha commentato qualcuno in rete, “se dovessero mettere il microfono a Pickford, bisognerebbe vietare le partite ai minori di diciotto anni”. E si può essere ragionevolmente certi che il portiere della nazionale di Sua Maestà non sarebbe neanche l’unico ad avere di questi problemi!

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