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La vita difficile di Depay, dal cognome del padre che lo ha abbandonato alle feste pericolose dell’adolescenza

FARO, PORTUGAL - JUNE 02: Memphis Depay of Netherlands celebrates scoring a goal during the international friendly match between Netherlands and Scotland at Estadio Algarve on June 02, 2021 in Faro, Portugal. (Photo by Fran Santiago/Getty Images)

Il calciatore del Barcellona non ha avuto quasi nulla di semplice nella sua vita. Da giovanissimo ha rischiato di rimanere invischiato in ambienti non proprio limpidissimi e poi c'è l'abbandono da parte di suo padre, una cicatrice ancora dolorosa

Redazione Il Posticipo

Nel calcio ci sono cognomi che pesano più di altri, ma in questo caso il fardello è di ben altra natura. Depay odia il suo cognome per colpa del padre: il signor Dennis infatti lo ha abbandonato nel 1998, quando lui aveva appena 4 anni. Una cicatrice difficile da nascondere soprattutto se fai il calciatore: per questo motivo l'esterno d'attacco predilige la scritta "Memphis" alle sue spalle. Del cognome Depay, che gli ricorda il padre, infatti non vuole sentirne parlare. Del resto, il calciatore del Barcellona non ha avuto quasi nulla di semplice nella sua vita. Da giovanissimo l'olandese ha rischiato di rimanere invischiato in ambienti non proprio limpidissimi. Lo ha raccontato lui stesso qualche tempo fa alla trasmissione Pauw, in cui ha presenta la sua autobiografia "Cuore di un leone". Senza troppi giri di parole, l'attaccante spiega di come il confine tra la fama e il crimine sia stato sfiorato...

STRADA - Come per esempio quando per tirare su qualche soldo Depay vendeva marijuana per la strada. O peggio ancora, quando faceva nottata in feste in cui il consumo di droghe pesanti era la norma. "Giravo per strada di notte e facevo cose che un ragazzo di quell'età non dovrebbe mai fare. Per fortuna il mio talento mi ha sicuramente salvato, visto che sul campo ho sempre fatto quello che sapevo avrei potuto fare". E perchè raccontarlo? "Non sono orgoglioso di tante cose che ho fatto in passato, ma è giusto che siano state scritte, perchè il libro deve parlare di me, senza censure, di qualsiasi cosa".

CAPITO - Depay...ha deciso di parlare di sè perchè spesso e volentieri quello che dicono i giornalisti non gli è piaciuto... "Ho fatto questo libro perchè ho sempre sentito di non essere capito a fondo. Su di me sono state scritte tantissime cose che non sono vere e questo mi ha fatto arrabbiare. Anche perchè le persone sono prevenute, avendo letto cose non vere. E quindi mi guardano in un certo modo. Ma ora sono in grado di affrontare meglio questa situazione". Come quella con suo padre. Dopo anni di silenzio, ora i due si parlano di nuovo. "Non è si è risolto tutto subito ma ogni tanto parliamo. E questo è sicuramente buono per tutti e due". Ma sulla maglia, c'è ancora scritto Memphis...