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La vita dei procuratori durante la pandemia: “Ormai abbiamo il diploma da babysitter, da padre e da fratello maggiore…”

I calciatori non possono giocare, gli allenatori non possono guidare la propria squadra e le società devono far quadrare i conti. Ma ad essere colpiti dalle conseguenze della pandemia di coronavirus sono anche i procuratori. E il lavoro, rispetto...

Redazione Il Posticipo

I calciatori non possono giocare, gli allenatori non possono guidare la propria squadra e le società devono far quadrare i conti. Ma ad essere colpiti dalle conseguenze della pandemia di coronavirus sono anche i procuratori. Uno dei problemi è ovviamente che al momento attuale il mercato è fermo, o quasi. Ma gli agenti dei calciatori stanno anche scoprendo una parte del loro ruolo che non avrebbero mai affrontato, se non ci fosse stato lo stop forzato imposto dal contagio mondiale. A spiegarlo è Fréderic Guerra, procuratore tra gli altri di Gonalons, che racconta all'AFP come il lavoro sia decisamente cambiato...

LAVORO - "Ormai abbiamo il diploma da babysitter, da padre e da fratello maggiore. Quello che dobbiamo vendere al momento è la pazienza e poco altro". La mancanza di calcio giocato, dunque, si fa sentire e tra le persone che cercano di tranquillizzare i giocatori, ovviamente, ci sono anche i procuratori. Che si preoccupano della situazione psicologica dei propri assistiti. Molte dichiarazioni, non ultime quelle di Neymar, sottolineano che alcuni calciatori stanno vivendo davvero male la situazione. E gli agenti fanno quel che possono... "Passo molto tempo al telefono con i miei assistiti. Sappiamo che ai giocatori manca il calcio, manca l'adrenalina, il contatto con il pubblico. Chi gioca al calcio vive della sua passione, finchè lo stop era di una o due settimane di stop le cose sono andate bene, ma adesso la questione sta diventando complicata".

ALTRE VOCI - Sulla stessa lunghezza d'onda è Stéphane Canard, presidente dell'unione dei procuratori francesi. "Abbiamo contatti ripetuti e prolungati con i calciatori. Almeno una volta a settimana. E i ragazzi sono molto coscienti della situazione e di come la pandemia sia un problema globale". Diversa, come riporta MundoDeportivo, la visione di Rodri Baster, agente di Iago Aspas e Onana. "I calciatori hanno qualche preoccupazione per la situazione attuale e per cosa succederà ai loro contratti. Però in generale mi sembra che stiano bene". A lui, forse, non è toccato fare il babysitter.