La trasferta più lunga: 7000 km per seguire la propria squadra…in una competizione nazionale

Certe cose possono accadere solo in Russia: sei tifosi del Luch Vladivostok hanno affrontato un viaggio di 7000 km per seguire la propria squadra in trasferta a Kaliningrad. E il risultato li ha premiati!

di Redazione Il Posticipo

Chissà come ci si sente ad essere gli abitanti di uno stato immenso. Vivere in un paese enorme può avere qualche lato negativo. Prendiamo, ad esempio, la Russia. Una nazione sterminata, dove spostarsi è un problema. Non solo per lavoro ma anche per seguire la propria squadra in trasferta. E la seconda divisione russa offre la trasferta più fuori mano del mondo, pur rimanendo nella stessa nazione: quella dei sei tifosi del Luch Vladivostok, che hanno attraversato quasi l’intera Russia per andare a seguire la partita contro il Baltika Kaliningrad.

7000 KM – La città di Vladivostok è una delle città più a est dell’immensa Russia e si trova, rispetto alla distanza con la capitale Mosca, a due passi dalla Cina, dalla Corea e a un paio di…bracciate dall’isola giapponese di Hokkaido. La squadra della città gioca in seconda divisione e ha dei tifosi così impagabilmente straordinari che lo scorso 14 novembre hanno attraversato quasi l’intero paese (e quindi un continente) per seguire la propria squadra fino a Kaliningrad, una delle città dell’estremo occidente russo. Più di 7000 km di viaggio.

PREMIATI- Come sottolinea giustamente l’account Twitter di Russian Football News, la distanza tra le due città equivale al viaggio di andata e ritorno da New York a Los Angeles. Le quasi tredici ore di volo necessarie per raggiungere la provincia baltica hanno reso la trasferta di questi tifosi qualcosa di epico, da scrivere negli annali del calcio. Una pagina straordinaria di tifo, che i giocatori in campo hanno saputo ricompensare del tutto. Per il ritorno a casa, nella traversata continentale, i tifosi del Luch Vladivostok sono riusciti a mettere in valigia i tre punti con un ottimo 0-2. Il giusto finale a lieto fine per un viaggio del genere, con i sei eroi che a quel punto non avranno sentito neanche troppo il jet lag.

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