La trasferta…particolare del Tottenham di Mou: “Le porte dello Shkendija erano troppo piccole, abbiamo dovuto chiamare il delegato UEFA!”

Questa edizione ha regalato a una big del calcio europeo come Tottenham un inizio di stagione indesiderato, tra partite contro squadre semisconosciute e…trasferte da raccontare ai nipoti. E del viaggio in Macedonia per affrontare lo Shkendija, gli Spurs non ricorderanno solo il risultato…

di Redazione Il Posticipo

Per chi è abituato a giocare (e a vincere) la Champions League, l’Europa League può sembrare una scocciatura, soprattutto se ci sono di mezzo i preliminari. Questa edizione ha regalato a due big del calcio europeo come Milan e Tottenham un inizio di stagione indesiderato, tra partite contro squadre semisconosciute e…trasferte da raccontare ai nipoti. Ai rossoneri in fondo non è andata così male, considerando che per il match contro lo Shamrock Rovers sono finiti a Dublino. Agli Spurs però è toccato sobbarcarsi il viaggio in Macedonia per affrontare lo Shkendija. E la cosa che ricorderanno non sarà solo il risultato.

PORTA – Lo spiega benissimo lo Special One, che come racconta Goal nella conferenza stampa post partita racconta un aneddoto di quelli che non si sentono poi troppo spesso quando si parla di calcio europeo… “Prima della partita c’è stata una situazione divertente, perchè il mio portiere mi ha detto che la porta era troppo piccola”. Un’impressione di Joe Hart? Macchè, l’inglese aveva ragione… “Sono andato anche io a vedere ed era effettivamente piccola. I portieri passano tutto il tempo tra i pali, quindi se ne accorgono. Ho visto che c’era qualcosa di sbagliato, abbiamo chiamato il delegato UEFA ed era più piccola di 5cm. Quindi abbiamo chiesto di giocare con le porte regolamentari”.

1-3 – Alla fine, con le porte…giuste, gli Spurs hanno portato a casa il risultato per 1-3 e ora se la vedranno con il Maccabi Haifa nei playoff di Europa League. Il risultato che Mou voleva, anche se la squadra non ha regalato una prestazione convincente. “Non abbiamo giocato benissimo, ma abbiamo fatto quello che dovevamo. Nel primo tempo siamo stati 41 minuti senza segnare e li abbiamo fatti giocare, nella ripresa, dopo i cambi, ho visto giocatori che sono entrati per fare la differenza. Ma è stata una partita complicata, la paura che abbiamo avuto dopo il loro pareggio è stata fondamentale per far reagire la squadra e poi per loro è stato più complicato contenerci”. E con 5cm in più di porta, anche…evitare di prendere gol.

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