La Toffa, il calcio e la passione delle donne: quando la Iena incontrò Sara Gama…

La Toffa, il calcio e la passione delle donne: quando la Iena incontrò Sara Gama…

Nadia e il calcio? La ragazza era una tifosa del Brescia e soprattutto del calcio femminile. Indimenticabile il suo incontro con Sara Gama.

di Redazione Il Posticipo

Nadia Toffa e il calcio? Un legame c’è:  la ragazza era tifosa del Brescia e soprattutto del calcio femminile. Indimenticabile il suo incontro con Sara Gama in una intervista risalente a qualche anno fa, quando la capitana della Nazionale azzurra, allora 25enne, militava nel PSG. Una intervista che ha aperto gli occhi su un doppio pregiudizio: le donne che giocano a calcio e il colore della pelle. Accade tutto prima del mondiale che ha fatto innamorare l’Italia delle splendide ragazze della nazionale.

CALCIO CON LE TETTE – Da buona Iena, Nadia sceglie lo stile più graffiante e incisivo possibile. “Giocare a calcio con le tette” è senza dubbio qualcosa di provocatorio ma necessario per attirare l’attenzione su un movimento che ancora fatica a uscire dal limbo. Nadia vuole aiutare le ragazze che scelgono di giocare a calcio: e lo fa a modo suo.  In un paese di calciofili, ma alquanto restio ad accettare il calcio femminile  alza il sipario sul calcio in rosa. Sollevando un mondo senza pregiudizi. “Si gioca con i parastinchi. E non è vero che siamo tutte omosessuali, nè che crescono i peli se giochi a calcio. La porta non è più piccola, il campo è uguale. Le cicatrici anche”.  Uno spaccato dalla Francia per far capire come sia possibile praticare il calcio a tutti i livelli. Anche in Italia.

DISCRIMINAZIONE – Anche la scelta non era stata causa. Sara Gama. Non una ragazza qualsiasi, ma l’emblema della lotta a tutti i pregiudizi. Una ragazza di colore, italianissima, che gioca uno sport da maschi. A quei tempi Sara giocava nel PSG. Perchè la società francese gli aveva offerto un contratto, una macchina e un appartamento. Insomma era trattata da calciatrice professionista. Quello per cui lotta adesso. Pioniera dell’informazione, Nadia, che lascia anche al mondo del calcio in rosa una eredità straordinaria.

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