La strano caso di Giroud: in “Blues” segna sempre lui… anche se non gioca mai

Continua l’incredibile storia di Giroud, seconda scelta nel Chelsea e titolare inamovibile nella Nazionale Campione del Mondo. Anche con la Moldavia, il francese ha segnato una rete decisiva.

di Redazione Il Posticipo

Segna sempre lui, anche se non gioca mai. La strana vita di Olivier Giroud, eroe con la maglietta della Nazionale francese, seconda scelta con quella del Chelsea. L’attaccante Blues è sempre più un punto fisso nel progetto di Deschamps, a cui importa poco del minutaggio che il calciatore ottiene con il club. Con lui in panchina, Giroud ha un posto garantito nell’undici della Nazionale Campione del Mondo in carica.

FRANCIA – Sempre convocato da Deschamps, Giroud può vantare un titolo da campione del mondo scendendo sempre in campo in ogni partita. Un dato importate, anche al netto del fatto che, nei mondiali in Russia, non sia arrivato neanche un gol. Tanto basta per capire l’importanza che il tecnico francese dà al calciatore: se un centravanti non segna e rimane una figura inamovibile all’interno della formazione, è sicuramente essenziale per il giusto equilibrio della squadra. Un digiuno da gol che, tra l’altro, è terminato non appena finita la kermesse.  In queste qualificazioni ad Euro2020, l’attaccante ha segnato 6 reti in nove partite, diventando il capocannoniere della squadra.

CLUB – Rimane un mistero come il titolare della squadra campione del mondo non riesca a ritagliarsi uno spazio nel club. Al Chelsea, Giroud è visto come una seconda scelta da Lampard, e ancor prima da Sarri. Quest’anno, il francese ha collezionato una presenza in Champions League e quattro in campionato, iniziando la gara da titolare solo una volta: 211′ giocati in totale e con il contratto in scadenza al termine della stagione. Le strade al Chelsea sembrano chiuse dalla crescita dei giovani di casa, ma non dovrebbe essere difficile convincere il campione del mondo a sposare un nuovo progetto. Che giochi o meno, intanto, con Deschamps in panchina il suo posto in Nazionale è garantito. E chi sa se anche Conte la pensa così…

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