La strana protesta dei tifosi del Kaiserslautern: scatole di…cereali inviate alla Federazione

La strana protesta dei tifosi del Kaiserslautern: scatole di…cereali inviate alla Federazione

Il Kaiserslautern sarà anche sprofondato in 3.Liga, ma almeno i suoi tifosi non hanno perso il senso dell’umorismo. E hanno risposto a una possibile squalifica per un loro calciatore in maniera…perlomeno bislacca!

di Redazione Il Posticipo

Il Kaiserslautern, uno dei club nobili del calcio tedesco, sarà anche sprofondato in 3.Liga, ma almeno i suoi tifosi non hanno perso il senso dell’umorismo. E per la prima stagione all’inferno, hanno anche trovato modo di far parlare della squadra che è stata di Ballack e Klose. Tutta colpa (o merito, dipende dai punti di vista) di una dichiarazione molto particolare di  Jan Löhmannsröben, che al termine della partita ha fatto dichiarazioni abbastanza particolari che gli sono valse l’inchiesta del giudice sportivo e il rischio di una squalifica. Ma cosa avrà mai detto il calciatore nei confronti del direttore di gara?

CONTARE CEREALI – “Non so se questo è un arbitro. Dovrebbe andare a contare cereali”. Non proprio un insulto, ma abbastanza sulla scia di fruttini e patatine di…buffoniana memoria. E quindi la Federazione tedesca ha deciso di aprire un provvedimento nei confronti del centrocampista. E poco importa che lo stesso calciatore si sia pubblicamente scusato per le sue dichiarazioni, anche perchè la scenetta è diventata immediatamente virale. E la questione dei cereali è diventata…la bandiera della protesta dei tifosi.

REAZIONE DIVERTITA – Che hanno cominciato a inondare la sede della DFB di scatole di cereali. Di tutti i tipi e di tutte le taglie, dalle singole confezioni agli scatoloni. La cosa, però, non ha mandato su tutte le furie la federazione, che anzi l’ha presa abbastanza a ridere, postando qualcuna delle scatole sul profilo Twitter ufficiale della 3.Liga. “Stiamo contando i cereali”, si legge nel post. “E poi provvederemo a donarli per delle raccolte alimentari”. Quando si dice, unire l’utile al dilettevole: come trasformare una (civilissima) protesta in un modo per fare del bene.

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