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La storia di Smertin: “Acquistato per un paio di carichi di carbone. E dividevo lo stipendio con un compagno”

Alexej Smertin controls the ball during the match between Chelsea and Manchester-United.
Image: Phil Cole / Getty Images.

Spesso ci si chiede quanto sia cambiato il calcio in termini di costo di  cartellino, ingaggi, valore di mercato, commissioni e quant’altro. Beh, un’intervista riportata dal The Athletic lascia una panoramica di come funzionava il...

Redazione Il Posticipo

Spesso ci si chiede quanto sia cambiato il calcio in termini di costo di  cartellino, ingaggi, valore di mercato, commissioni e quant'altro. Beh, un'intervista riportata dal The Athletic lascia una panoramica di come funzionava il calciomercato in Russia negli anni Novanta. Il racconto è dell'ex Chelsea Aleksej Smertin, acquistato per... un paio di carichi di carbone.

TRENI CARICHI DI CARBONE - Estate 1994. La Dinamo Barnaul, squadra del capoluogo siberiano, cede all'FC Zarya Leninsk-Kuznetsky un giovane e promettente centrocampista chiamato Aleksej Smertin. Il ragazzo, tra l'altro, condivideva il suo stipendio con un compagno di squadra: "Si chiamava Sergei Kormiltsev, era relativamente noto perché era un nazionale ucraino e aveva anche giocato una partita con la Russia. Lo stipendio ammontava a 25.000 rubli. 12.500 per me e 12.500 per lui. Giocavamo in una piccola città (lo Zarya) con 12 o 13 miniere di carbone. Era come uno scambio. Invece di pagare soldi, mandarono uno o due treni carichi di carbone, non so esattamente quanto, per acquisire me e il compagno con cui condividevo lo stipendio. È incredibile, ma vero".

Alexej Smertin controls the ball during the match between Chelsea and Manchester-United.
Image: Phil Cole / Getty Images.

IMPRESE - La testata inglese che lo ha intervistato lo trova in gran forma anche se ha lasciato il calcio ormai dal lontano 2008. Non stupisce che sia così tirato a lucido. È diventato un ultramaratoneta. L'ultima impresa risale allo  scorso anno a Sochi. Ha giocato a calcio per 25 ore: "Abbiamo giocato tutta la notte. Dalle 5.15 del mattino. Dopo 20 ore senza fermarmi, non riuscivo a fare un solo passaggio senza provare dolore". Oltre a quest'impresa, partecipa alle principali maratone  come quella sul lago Baikal: "Era difficile anche espletare i bisogni più elementari, per quanto faceva freddo", dice sorridendo ma... neanche troppo visto che racconta di uno scenario con una temperatura di 20 gradi sotto zero. "Non ero alto né potente, ma avevo un carattere forte e sapevo quale fosse il mio potenziale". E di certo, stando a ciò che continua a fare... non sembra poi cambiato molto.