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La storia di Purroy, l’ex calciatore – artista del Pamplona ha scolpito una statua davanti allo stadio

La storia di Purroy, l’ex calciatore – artista del Pamplona ha scolpito una statua davanti allo stadio - immagine 1
Una sua scultura, un braccio che regge lo stemma del club, campeggia all’esterno dello stadio El Sadar.

Redazione Il Posticipo

Carlos Purroy, dal campo di calcio a quello artistico. Come riportato dal El Pais, l’ex difensore centrale di Athletic Bilbao e Osasuna, 119 presenze in Liga, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo per prendere lo scalpello. Oggi è un apprezzatissimo artista. E una sua scultura, un braccio che regge lo stemma del club, campeggia all’esterno dello stadio El Sadar.

CORAGGIO

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Una scelta singolare. “In campo ero un calciatore coraggioso. E ho conservato questa dote per compiere le mie scelte nel dopo carriera. In campo ho imparato ad adattarmi e a improvvisare. Il calcio ti insegna che se non puoi andare da una parte, devi trovare un'altra soluzione. Sapevo di avere una vena artistica, provengo da una famiglia molto numerosa. Undici fratelli e tutti, in un modo o in un altro, abbiamo questa inclinazione. Sin da piccolo amavo disegnare e anche quando giocavo, nel tempo libero, mi dedicavo allo studio. Ho fatto tesoro delle prime parole che mi sono state dette quando ho iniziato a giocare a Bilbato. Mi hanno ricordato che ci sarebbe stata una vita anche dopo il calcio. Il club mi ha aiutato molto, allora non eravamo in molti a studiare, ma chi lo faceva era sostenuto finanziariamente e moralmente. L'Athletic è sempre stato interessato ai giocatori che hanno fatto carriera".

OSASUNA

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Nel 1982, Purroy è tornato a Pamplona per firmare quattro anni per l'Osasuna. Una esperienza che ha lasciato un'impronta profonda nella sua personalità. “È uno dei migliori club che abbia mai visto”. E in segno di gratitudine, nel 2020, tre decenni dopo aver abbandonato la rojilla, ha proposto al consiglio di amministrazione di realizzare una statua in commemorazione del suo centenario. “Questi grandi tifosi meritavano un tributo a tutte le persone che hanno sostenuto il club” Non a caso l'opera, si chiama “Sentimiento”. Scelta non casuale. “La scultura raffigura il tifoso. C’è lo scudetto della squadra su un braccio umano in modo da innalzare lo stendardo il più in alto possibile. L’idra, come altre, proviene dalle sensazioni che il calcio ha lasciato nella mia vita. Quando ho smesso, è stato come aprire il pallone. E da lì ho tratto ispirazione”.