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La sincerità di Ter Stegen: “Gli avversari non so neanche come si chiamino, non guardo molto calcio”

Il solito Ter Stegen. Il portiere tedesco del Barcellona è tra i migliori al mondo, ma si dimostra comunque un calciatore sui generis. Soprattutto quando parla del suo poco interesse riguardo colleghi e avversari...

Redazione Il Posticipo

Il solito Marc-Andrè Ter Stegen. Il portiere tedesco del Barcellona è tra i migliori al mondo, ma si dimostra comunque un calciatore sui generis. Soprattutto quando parla del suo poco interesse riguardo colleghi e avversari... In un'intervista a " El País " il tedesco regala più di qualche dichiarazione a sorpresa...

NOMI - "Non vedo molto calcio, solo quando ci sono partite interessanti o se so che gioca un mio amico. A volte mi chiedono il nome di un calciatore e non ho idea di come si chiami. Ho una pessima memoria. In Spagna mi succede con i nomi degli avversari, non li so. Poi si mi fanno vedere il video capisco benissimo chi sono, come si muovono in campo e come giocano. È una cosa un po' strana...". Decisamente insuale, questo è poco ma sicuro.

STADI - Si parla anche di stadi e di come impattino su chi gioca. Come il Camp Nou, un impianto particolare. "È unico, c'è una mentalità completamente diversa da quella della Germania: lì cantano molto di più e si concentrano sulla squadra. I fan del Barça apprezzano molto di più i piccoli dettagli individuali, provano più sensazioni, È diverso e lo adoro. Mi piace, ad esempio, quando De Jong fa qualcosa e la gente si diverte e canta il suo nome". Ci sono poi impianti non troppo funzionali, ma altrettanto speciali: "Il San Paolo non è molto moderno, ma ha qualcosa di speciale. Dipende molto dai tifosi, mi piacciono quelle partite, come quelle contro l'Athletic Bilbao, in cui tante persone tifano tantissimo la loro squadra".

BARCELLONA - Ma come va l'isolamento? Per una persona che sa stare da sola, non è troppo un problema. "Sono molto calmo, il calcio non è una priorità. Bisogna stare a casa. A Barcellona ho cercato, sin dal primo giorno, di integrarmi il più rapidamente e nel migliore dei modi nella cultura spagnola e catalana. Mi hanno sempre fatto sentire il benvenuto, sia a me che alla mia famiglia. E ci sono cose qui che mi piacciono, come il cibo, il tempo e il mare. Ma resto sempre molto tedesco, sono un tipo molto puntuale". Sulla memoria...beh, ci si lavora...