La serata dell’ex Banega, dalle scintille con Conte all’addio: “Me ne vado a testa alta dal club della mia vita”

La serata dell’ex Banega, dalle scintille con Conte all’addio: “Me ne vado a testa alta dal club della mia vita”

La finale tra Siviglia e Inter, per uno strano scherzo del destino, sembra aver condensato gli ultimi sei anni di carriera dell’argentino. Che a fine match non nasconde un po’ di commozione nel salutare il club con cui ha vinto per tre volte l’Europa League.

di Redazione Il Posticipo

Protagonista fino all’ultima partita. Anzi, all’ultimo secondo, perchè i novanta minuti della finale tra Siviglia e Inter Banega li gioca tutti. Il centrocampista degli spagnoli sa già benissimo che il suo futuro è altrove, all’Al-Shabab, ma ha comunque messo la sua firma nella sesta Europa League del club, vinta per 3-2 contro la squadra che invece in lui non ha creduto molto. Uno strano scherzo del destino, che sembra aver condensato gli ultimi sei anni di carriera dell’argentino. Che a fine match non nasconde un po’ di commozione. Come spiega a Movistar, non poteva immaginare un addio migliore, con il suo terzo trionfo personale nella competizione.

TESTA ALTA – “Non ho parole per questo momento, emozionante ma allo stesso tempo un po’ triste. Devo lasciare la squadra della mia vita, ma sono soddisfatto. Me ne vado con un altro titolo, grazie ai miei compagni, e lo faccio a testa alta. Voglio ringraziare tutti loro per avermi fatto vincere un’altra coppa e il tecnico e il suo staff per averci portato di nuovo in cima al mondo”. Al tecnico dell’Inter va un po’ peggio, perchè Banega è anche protagonista di uno dei momenti più discussi della serata: il gesto rivolto verso Conte, con tanto di presa in giro per i capelli, ha fatto il giro del mondo, ma Banega preferisca invece parlare di un altro allenatore, del suo.

LOPETEGUI – “L’abbraccio con Julen è stato un atto d’amore e riguarda il lavoro che abbiamo fatto in tutta questa stagione. Mi ricordo che quando ho abbassato un po’ il mio livello lui mi ha escluso dai titolari e mi ha mostrato che senza impegno non si ottiene nulla. E adesso devo godermi il momento e portare la coppa a Siviglia, alle persone che non sono potute venire qui ma che abbiamo comunque sentito molto vicine”. E adesso via verso una nuova avventura. Quella all’Inter è stata agrodolce: arrivato a parametro zero, ha disputato una buona stagione ma dopo appena un anno ha preferito tornare nella “sua” Siviglia. Dove il destino gli ha offerto una rivincita importante.

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