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La seconda vita di Joaquin: “Dopo l’addio al calcio studierò da torero”

 (Photo by Aitor Alcalde/Getty Images)

L'ex viola vince la Coppa del Re con il suo Betis Siviglia e pianifica un futuro originale una volta appesi gli scarpini al chiodo

Redazione Il Posticipo

Ci sono dei giocatori che passano alla storia per le loro prestazioni, per i loro numeri e per i trofei vinti. Altri, come Joaquin Sanchez animano i media con le sue dichiarazioni. Con l'ex viola non ci si annoia ma, sia in campo che fuori. Con il Betis Siviglia ha appena vinto la terza coppa del Re del club, forse l’ultimo trofeo di una carriera importante regalato a una squadra e a una tifoseria che lo adorano. Se poi si parla di questioni non calcistiche, ci si trova davanti a un vero genio. E una delle ultime "trovate" riguarda il suo futuro una volta appesi gli scarpini al chiodo.

ALLENATORE - In un’intervista pubblicata qualche tempo fa da As, Joaquin ha spiegato che non sarebbe in grado di condurre una vita senza... i social network, che gli hanno tenuto compagnia nel complicato periodo della pandemia. “Abbiamo vissuto una situazione inimmaginabile. Spero che che il virus sia debellato e si torni alla normalità il più presto possibile. Mi godrò in un modo o nell'altro ciò che mi rimane del calcio". Presto lascerà lo smartphone in... custodia. C'è da pianificare il futuro. "Più si avvicina il ritiro, più ci penso. Voglio il tesserino  di allenatore e poi valutare le varie offerte, ma non ho deciso ancora un futuro da tecnico".

TORERO - Fra le passioni del calciatore, c'è anche quella di... torero. E Joaquin non esclude di provarci. "Mi piacerebbe, ma è difficile. Quando lascerò il calcio voglio comunque seguire questa mia passione che ho sempre avuto sin da quando ero piccolo. Mi affascina moltissimo la professione. Amo i toreri e di tutto ciò che muove questo mondo". Non a caso, si sta... preparando da diverso tempo: "Da ragazzo mi sono iscritto alla scuola di corrida a El Puerto e quando mia madre capì che stava diventando una cosa seria, disse a mio padre di iscrivermi al calcio". Meglio un tackle che una incornata, visto dal cuore di una madre. "Capivo  che soffriva molto". Il sogno, però è solo rimandato. Del resto, per quanto siano originali, l’importante è avere le idee chiare.