La rivelazione di Tedesco: “Allegri carismatico, alla Juventus prendeva in giro persino Cristiano Ronaldo”

Massimiliano Allegri ha forse scelto la stagione giusta per il suo anno sabbatico, visto che non ha dovuto lottare con le sedute di allenamento in videochiamata e con i problemi di una ripresa dopo tre mesi di stop. E in attesa di rivederlo sul campo, il collega Domenico Tedesco parla di lui e del suo modo di allenare…

di Redazione Il Posticipo

Nel periodo più complicato della storia recente del calcio, quello in cui tutti si sono dovuti controvoglia fermare, c’è chi invece era già a riposarsi…per scelta. Massimiliano Allegri ha forse scelto la stagione giusta per il suo anno sabbatico, visto che non ha dovuto (come è invece avvenuto ai colleghi) lottare con le sedute di allenamento in videochiamata e con i problemi di una ripresa dopo tre mesi di stop. L’intenzione più volte dichiarata dal tecnico livornese è quella di tornare in pista nella prossima stagione. E nel frattempo che Max cerca squadra, c’è anche chi si diverte a parlare di lui.

UMORISMO – Domenico Tedesco, tecnico dello Spartak Mosca, ha avuto modo di assistere agli allenamenti della Juventus nell’ultima stagione del tecnico sei volte campione d’Italia. E ai microfoni di Goal l’ex allenatore dello Schalke 04 ha fatto un ritratto molto particolare del collega. Sottolineando come uno dei punti forti di Allegri sia la capacità di connettere con i suoi calciatori, riuscendo a conciliare la necessità di guidare un gruppo con la voglia, mai del tutto sopita, di divertirsi. “Allegri è un allenatore molto carismatico. Mi piaceva davvero tanto come trattava le sue squadre. Oltre al modo di fare calcio aveva un gran senso dell’umorismo”.  Senso dell’umorismo che non risparmiava nessuno.

CR7 – E se c’è chi pensa che nell’ultimo anno alla Juventus Allegri si sia sentito in soggezione di un campione come CR7, beh, ha capito decisamente male. Tedesco spiega che le battute del toscano colpivano…in maniera indiscriminata. “Neanche Cristiano Ronaldo veniva risparmiato, se mancava un tiro veniva preso in giro. È stato davvero interessante da vedere”. Poi, dopo un solo anno di convivenza con il portoghese, le strade dei due si sono separate. Ma certamente, risultati alla mano, la sfida di guidare un fenomeno come il cinque volte Pallone d’Oro è stata vinta alla grande. E ora è il momento della prossima, qualsiasi essa sia.

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