Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

La rivelazione di Roy Keane: “Andavo a bere e poi mentivo a Ferguson sul numero dei bicchieri che mi facevo”

La rivelazione di Roy Keane: “Andavo a bere e poi mentivo a Ferguson sul numero dei bicchieri che mi facevo” - immagine 1
Roy Keane e Sir Alex Ferguson hanno fatto parlare molto nel corso degli anni: nonostante tutto, però, è stato capitano dal 1997 al 2005. E Keane ha raccontato un retroscena: “quando andavo a bene e mi scopriva…”

Redazione Il Posticipo

Nel calcio, molte squadre scrivono la storia grazie all’intesa che si crea tra giocatori, con l’allenatore, in società. Ma ciò non vuol dire per forza che vada tutto bene. Un allenatore molto bravo sa anche gestire un rapporto complicato con un giocatore o più. L’importante è saper gestire, non la persona, ma il rapporto che si ha e che si vuole avere con un giocatore. Quello di Roy Keane e Sir Alex Ferguson ha fatto parlare molto nel corso degli anni: nonostante tutto, però, è stato capitano dal 1997 al 2005. Ma qualche tempo fa, Keane racconta un retroscena: “quando andavo a bere e mi scopriva…”

DIECI O UNDICI BOTTIGLIE

In una chiacchiera tra vecchi amici nello show The Overlap del canale SkyBet con Gary Neville, l’ex centrocampista irlandese del Manchester United ha raccontato: “Più di una volta Alex Ferguson mi ha preso da parte e mi diceva tipo ‘eri a Manchester alle 2.30 e hai preso un taxi’ e io rispondevo di sì ma che non avevo violato nessuna regola delle 48 ore prima della partita sui nostri contratti. Alla fine litigavo con lui e mi chiedeva quanti drink avessi bevuto… io gli mentivo. ‘10 o 11 bottiglie’”. Per Keane, uscire a bere dopo le partite era importante come sfogo per una vita frenetica ma il suo stile di vita non proprio irreprensibile non gli ha impedito di arrivare a tutti i traguardi puntati.

LA VITA

“Perché non avrei dovuto? Quando avevo 21-22 anni e giocavo per il Manchester United, quello era il mio modo di rilassarmi. Ho litigato con il mister un paio di volte a riguardo. Alcuni hanno iniziato a giocare a golf o a biliardo; il mio modo di rilassarmi era uscire e divertirmi. Pensavo di dover uscire e bere più alcol possibile, poi giovedì mattina mi voltavo e pensavo che sarebbe stato meglio prepararsi per sabato. E quella era la vita”. Le dichiarazioni di Keane non sorprendono: ha abbondantemente trattato del suo rapporto con l’alcool ma la battuta sul quantitativo di bottiglie bevute dette a Ferguson è comunque esilarante.