La rivelazione di Kroos: “Dopo la finale di Champions del 2012 ho chiamato la guardia medica, avevo bevuto troppo per dimenticare”

La rivelazione di Kroos: “Dopo la finale di Champions del 2012 ho chiamato la guardia medica, avevo bevuto troppo per dimenticare”

Come si affronta una sconfitta che può segnare un’epoca? Kroos e suo fratello hanno spiegato che il tedesco ha cercato di affogare i dispiaceri nell’alcol dopo la finale di Champions League persa dal Bayern contro il Chelsea.

di Redazione Il Posticipo

Come si affronta una sconfitta che può segnare un’epoca? Il Bayern Monaco ha fatto un clamoroso triplete nel 2013, vincendo tutto quello che si poteva portare a casa. Ma tutto nasce da un anno prima, da una sera che nessun tifoso vorrebbe mai vivere: una finale di Champions League persa in casa propria, per di più ai calci di rigore. Il 19 maggio 2012 l’Allianz Arena è stata ammutolita dalla vittoria del Chelsea contro i padroni di casa, che erano andati in vantaggio prima di essere ripresi da Drogba e trascinati sul dischetto, con tanto di penalty sbagliato da Robben ai supplementari. E come hanno raccontato da casa Kroos, la sconfitta non è che sia stata presa benissimo.

PRONTO SOCCORSO – Felix, fratello del calciatore del Real Madrid, ha spiegato al podcast Einfach mal Luppen che il tedesco ha cercato di affogare i dispiaceri nell’alcool. “Dopo la finale di Champions League contro il Chelsea nel 2012, ci siamo bevuti l’anima per la frustrazione. Per poco non siamo dovuti andare al pronto soccorso”. E ha confermato proprio Toni, che non ha splendidi ricordi di quella nottata. “Non è stata una bella cosa, ma almeno c’era un motivo. Mi ricordo che mia moglie mi ha detto: ‘Non possiamo chiamare un dottore, immaginati se venisse fuori che abbiamo dovuto telefonare al dottore perchè avete bevuto troppo’”.

ADDIO ALCOL – Non qualcosa di cui essere orgogliosi, ma almeno c’è stato un lato positivo: la nottata vicino alla bottiglia lo ha convinto a lasciar perdere ogni tipo di esagerazione al riguardo. “Non c’era altro modo di dimenticare il dolore di quella sconfitta. E alla fine ho dovuto chiamare la guardia medica da solo, perchè ho pensato: ‘non posso ridurmi peggio di così’. E quindi è stata colpa mia se il giorno dopo non mi sentivo bene. Quello però è stato il momento in cui ho detto a me stesso: ‘ok, l’alcol fa male’. Quella sera non riuscivo neanche a guardare la tequila e ho smesso totalmente di bere. Mi fa stare meglio e non mi manca per niente”. E pazienza se ci è voluta una finale di Champions League per farlo.

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