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La rivelazione di Drenthe sul periodo in Russia: “Vladikavkaz è una città distrutta, almeno avevamo la vodka!”

(Photo by Jasper Juinen/Getty Images)

Stella del calcio a diciott'anni, acquistato dal Real ad appena venti e spedito via a ventitrè. Tra le tante strane esperienze di Drenthe ci sono anche sei mesi in Russia...davvero indimenticabili.

Redazione Il Posticipo

Stella del calcio a diciott'anni, acquistato dal Real ad appena venti e spedito via a ventitrè. Non si può certo dire che quella di Royston Drenthe non sia stata una carriera lampo, in tutti i sensi. Ma quella che sembrava la fortuna di una vita, l'approdo al Bernabeu, lo ha segnato. Dopo quell'esperienza, il terzino olandese ha giocato solo in squadre non certo eccezionali e ora, a 34 anni, dopo un primo ritiro e una carriera da rapper, è sotto contratto con il Racing Murcia, club spagnolo di terza divisione. Colpa anche un po' sua e di una vita non proprio da professionista. Le sue confessioni pubbliche lo spiegano bene.

RUSSIA - Come quella avvenuta ai microfoni di RTVRijnmond, in cui l'olandese racconta un periodo molto particolare della sua carriera: i sei mesi passati in Russia. Finito il quinquennale con il Real, arriva un'offerta perlomeno inattesa: quella dell'Alania Vladikavkaz. Il terzino si convince a provare l'esperienza della Prem'er-Liga, ma capisce abbastanza rapidamente che non è stata una grandissima idea. Anche perchè la cittadina, nel cuore del Caucaso, non è esattamente il massimo per chi tra Rotterdam, Madrid e Liverpool (ai tempi dell'Everton) ha vissuto in luoghi in cui c'è modo di divertirsi parecchio. "Vladikavkaz non era il posto ideale. È una città distrutta. Non potevi fare nulla di divertente, anche se avevi molti soldi".

VODKA - Dal punto di vista calcistico, la storia finisce male, perchè l'Alania retrocede e l'anno dopo neanche si iscrive alla seconda divisione. Per Drenthe sono sei mesi da dimenticare, considerando anche che a causa degli infortuni scende in campo appena sei volte, riuscendo comunque a segnare tre gol. Ma c'è qualcosa che l'olandese ricorderà per sempre... "La vodka. La bevevamo spesso, era uno dei capisaldi. Non è stato difficile abituarmi, la vodka ce l'avevamo anche sul pullman della squadra. In Russia è così". E figurarsi come può aver preso questo...servizio di serie uno che ha sempre amato divertirsi come Drenthe. Che magari in città non aveva molto da fare, ma di certo non poteva lamentarsi della mancanza di bevande!