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La rivelazione di Assou-Ekotto: “Uno stupido club italiano non mi ha acquistato per via dei miei capelli!”

NATAL, BRAZIL - JUNE 13:  Benoit Assou-Ekotto of Cameroon looks on during the 2014 FIFA World Cup Brazil Group A match between Mexico and Cameroon at Estadio das Dunas on June 13, 2014 in Natal, Brazil.  (Photo by Jamie Squire/Getty Images)

Benoit Assou-Ekotto è uno di quelli che non si è fatto mai problemi a dire le cose come stavano, spiegando spesso che per lui il calcio era soltanto un lavoro. E con la solita onestà, ha raccontato di quando per poco non finisce in Serie A...

Redazione Il Posticipo

Per la stragrande maggioranza di quelli che giocano a calcio a livello professionistico, il lavoro è anche un piacere. Ma ci sono anche quelli per cui dare calci a un pallone è un mestiere come un altro, ma parecchio più retribuito e che di passione per lo sport più seguito al mondo ne hanno davvero poca. È il caso di Benoit Assou-Ekotto, ex terzino camerunese, che comunque la sua bella carriera l'ha fatta, tra diversi club di Ligue 1 e una lunga esperienza al Tottenham. Assou-Ekotto è uno di quelli che non si è fatto mai problemi a dire le cose come stavano, spiegando spesso che il motivo principale della sua carriera erano i soldi e che il calcio era soltanto un lavoro.

I CAPELLI - Che però gli ha lasciato parecchie storie da raccontare, a partire da quella che riguarda i suoi capelli. L'ex terzino ha sempre avuto capigliature particolari che, come ha spiegato a TheAthletic, gli sono costate persino la possibilità di giocare in Serie A. "Ho parlato con un club italiano, uno stupido club italiano. Mi hanno detto 'ci piaci, ma per noi sarebbe complicato spiegare ai tifosi che stiamo comprando un giocatore con i capelli come i tuoi'. Siamo arrivati addirittura a questo! Sarei davvero curioso di sapere come sarebbe andata la mia carriera se non avessi sempre avuto capelli stravaganti". Difficile a dirsi, perchè è difficile immaginare Assou-Ekotto senza la sua pettinatura afro...

L'ONESTÁ - E senza quell'onestà che lo ha sempre contraddistinto. Il camerunese ha da sempre in corso una personale crociata contro l'ipocrisia del calcio, sottolinenando che per quanto le sue prese di posizione spesso abbiano fatto scalpore, almeno ha sempre detto ciò che pensava. Il che può essergli costato caro. "Forse alcuni club non voglio comprare un calciatore che dice di giocare per soldi. Ma poi tutti quanti sono nel calcio per i soldi, i proprietari dei club vogliono fare soldi. Forse tra 50 o 100 anni questa cosa si capirà. Non ho rimpianti, ma vorrei capire se senza tutta la mia onestà le cose sarebbero andate diversamente per me". Di certo, non sono andate poi malissimo...tranne che per quella questione dei capelli!