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La rivelazione del Sun: il governo inglese lavora per bandire definitivamente Abramovich dal Regno Unito!

ST. PETERSBURG, RUSSIA - JUNE 17:  (FILE PHOTO) Russian businessman Roman Abramovich attends a meeting of the state Council on June 17, 2003 in St. Petersburg, Russia.  Abramovich, a major shareholder in the Russian oil company Sibneft, is prepared to pay a reported 59.3 million pounds for 50.09 per cent of the English Premiership football club.  (Photo by Tatiana Makeyeva/Getty Images)

Le autorità di Sua Maestà starebbero facendo in modo di impedirgli di poter di nuovo mettere piede nel Regno Unito. Secondo una fonte, è altamente improbabile che Abramovich possa tornare a vivere di nuovo nella sua casa di Kensington.

Redazione Il Posticipo

La crisi ucraina, con l'intervento militare russo, colpisce anche il calcio. Se l'intervento più forte è quello di Zinchenko, che su Instagram vede cancellato il suo post in cui augura la morte a Putin, è altrettanto vero che attorno al conflitto che si sta sviluppando ci sono tantissime altre storie che vanno a toccare il mondo del pallone. C'è la finale di Champions League a San Pietroburgo, c'è la Gazprom che sponsorizza il torneo e anche lo Schalke 04, ci sono personaggi di spicco bloccati a Kiev come De Zerbi o Lucescu. E poi c'è il caso del Chelsea, che geograficamente è lontanissimo dalla crisi, ma che a causa di Abramovich si trova nell'occhio del ciclone.

IMPROBABILE - Il Sun spiega infatti che il proprietario dei Blues è uno degli imprenditori russi su cui si stanno riversando le sanzioni imposte dal governo di Boris Johnson, in quanto Abramovich è inserito nella lista dei "supporter" di Putin. E visto che non ha mai ottenuto il passaporto britannico, le autorità di Sua Maestà starebbero facendo in modo di impedirgli di poter di nuovo mettere piede nel Regno Unito. Secondo una fonte, è altamente improbabile che Abramovich possa tornare a vivere di nuovo nella sua casa di Kensington da circa 125 milioni di sterline. Una situazione che sembra già vista, perchè nel 2018, in seguito alla crisi diplomatica dopo l'avvelenamento a Salisbury di Sergei e Yulia Skripal, il numero uno dei Blues non era riuscito a ottenere il visto per tornare a Londra.

PASSAPORTI - Non che negli anni Abramovich non abbia trovato scappatoie più o meno funzionanti al mancato visto. Se il problema era quello di essere cittadino russo, il proprietario del Chelsea ha fornito prima un passaporto israeliano, visto che le sue origini gli permettevano di fare richiesta. Una mossa che gli ha permesso di tornare nel Regno Unito per sei mesi e di poter di nuovo ad assistere a un match della sua squadra. Più di recente, non senza qualche controversia, Abramovich ha ottenuto anche un documento portoghese sfruttando la Lei de Nacionalidade, che permetteva ai discendenti degli ebrei espulsi dal Portogallo di richiedere la cittadinanza. Ora però non è questione di passaporto. Mister Abramovich è semplicemente...squalificato dall'entrare, tanto per usare un termine che certamente gli è familiare...