La Regina è con Rashford… Boris Johnson no: il premier boccia l’estensione dei pasti gratuiti nelle scuole

Marcus Rashford ha ricevuto un’onorificenza dalla Regina per i servizi alla comunità durante la pandemia. Ora Johnson boccia la proroga della sua iniziativa.

di Redazione Il Posticipo

Giocatori come Marcus Rashford sono cresciuti nelle periferie. Il ragazzo non ha dimenticato da dove viene ed è attivissimo nella comunità. Recentemente ha ricevuto un’onorificenza dalla Regina per i servizi alla comunità durante la pandemia. In queste ore, però, il premier Johnson boccia la proroga della sua iniziativa.

L’INGIUSTIZIA – L’attaccante del Manchester United ha sfruttato la sua grande eco mediatica per garantire pasti caldi nelle scuole per i bambini svantaggiati. Il progetto ha ricevuto importanti appoggi ed è andato in porto. Rashford lotta per sostenere il progetto nel tempo ma Boris Johnson fa muro proprio dopo l’appello fatto dal calciatore al ritiro dell’onorificenza di Membro dell’Impero Britannico. Rashford aveva dichiarato totale disponibilità. “Farei alla mia comunità, e alle famiglie che ho incontrato e con cui ho parlato, un’ingiustizia se non usassi questa opportunità per sollecitare rispettosamente il Primo Ministro a sostenere i nostri figli durante il semestre di ottobre con un’estensione del voucher poiché il programma giunge al termine e ci troviamo di fronte a un aumento della disoccupazione“.

L’APPELLO – Stando a quanto riporta il Mirror, però, Boris Johnson ha respinto la proposta del calciatore di prorogare il provvedimento per questo semestre. Un membro dell’entourage del giocatore ha detto: “Abbiamo deciso di estendere i pasti gratuiti durante la pandemia, quando le scuole erano parzialmente chiuse per il lockdown. Siamo in una posizione diversa ora con le scuole che riaprono. Crediamo che il miglior modo per supportare le famiglie sia attraverso un ‘credito universale’ piuttosto che attraverso sovvenzioni governative“. Rashford chiede alle istituzioni di ripensarci. “La povertà non è mai colpa dei bambini. Milioni di bambini ritrovano in ambienti vulnerabili e cominciano a chiedersi cosa significa davvero essere britannici“.

 

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