La proposta shock di Laporta: se vince le elezioni, il Barça rischia di non giocare al Camp Nou per tre anni!

Laporta vuole bloccare il progetto Espai Barça, che prevede una ristrutturazione del leggendario impianto catalano fatta per tappe, permettendo alla squadra di continuare a giocare nello stadio di casa. E quindi per tre anni i blaugrana dovrebbero essere sfrattati…al vecchio stadio dell’Espanyol!

di Redazione Il Posticipo

Le elezioni per la presidenza del Barcellona si avvicinano e le candidature ufficiali stanno diventando sempre più concrete. E ognuno cerca a modo suo di attrarre consenso e di far immaginare ai soci il Barcellona del futuro. L’ex presidente Laporta è andato sul sicuro, pubblicizzando anche a Madrid la sua candidatura con un manifesto enorme di fronte al Santiago Bernabeu. Victor Font ha invece promesso ai soci che la sua elezione porterebbe in panchina Xavi, per un ritorno allo spirito del Barça del Triplete. Il favorito, però, resta il numero uno che ha visto nascere la stella di Messi (che con lui al comando potrebbe rimanere) e che ha dato per primo fiducia a Guardiola sulla panchina blaugrana.

ESPAI BARCA – Anche se la sua ultima proposta è destinata a far discutere. Come riporta AS, Laporta ha ripreso l’idea del pre-candidato Agustí Benedito, che poi ha ritirato la sua partecipazione, cioè quella di bloccare il progetto Espai Barça, che prevede una ristrutturazione del leggendario impianto catalano fatta per tappe, permettendo alla squadra di continuare a giocare nello stadio di casa. Benedito avrebbe voluto costruire un impianto dal nulla, mentre l’obiettivo di Laporta è quello di portare avanti una ristrutturazione immediata del Camp Nou, che possa essere terminata in tempi relativamente brevi, al contrario del progetto attuale. “Bisogna capire se durante la ristrutturazione potremo giocare al Camp Nou o no. Ristrutturare a tappe significherebbe non terminare i lavori prima di cinque o sei anni. Se non sette”, spiega Laporta.

(Photo by Jan Pitman/Getty Images)

MONTJUIC – L’idea dell’ex presidente è invece quella di abbandonare per un po’ lo stadio di casa, in modo da velocizzare i lavori e di avere il nuovo Camp Nou pronto tra due o tre anni, possibilmente per il 125simo anniversario del club, che scatterà nel 2024. E nel frattempo…che si fa? Dove gioca il Barcellona? La risposta di Benedito era usare il MiniEstadi, ma l’impianto che è la casa del Barcellona B è troppo piccolo e quando torneranno i tifosi allo stadio una capienza maggiore sarebbe d’aiuto alle casse del club. E quindi si guarda…in alto, sul promontorio di Montjuic, su cui sorge l’Estadi Olímpic Lluís Companys, quello che ha ospitato le Olimpiadi del 1992. Con 60mila posti a sedere, lo stadio che è stato usato anche dall’Espanyol garantirebbe introiti importanti e permetterebbe al club di portare avanti i lavori per il Camp Nou. L’unico dubbio, in vista delle elezioni, è uno solo: come la prenderebbero i soci a sapere di dover lasciare il tempio blaugrana?

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