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La poltrona lasciata libera da Giulini e lo scontro con la FIGC: l’estate rovente della Lega di Serie A

La poltrona lasciata libera da Giulini e lo scontro con la FIGC: l’estate rovente della Lega di Serie A - immagine 1
Di Francesco Paolo Traisci. Dal 1 luglio poltrona vacante in Lega A, quella di Giulini, con il Cagliari in B. Sarà l’ennesima scintilla che può generare incendi in Lega e poi in FIGC? Quali sono le prospettive?

Francesco Paolo Traisci

Il clima nel nostro calcio è sempre rovente. La guerra fra la FIGC e la Lega A si è arricchita di una nuova battaglia, vinta dalla Lega prima davanti al Collegio di Garanzia del CONI poi davanti al TAR. Arriverà anche il Consiglio di Stato? La vicenda dell’indice di liquidità ha in qualche modo personalizzato la guerra: dalla parte della Federazione il Presidente Gravina, fermo nella sua volontà di portare avanti le riforme del suo programma. Dall’altra il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, che ha coagulato intorno a sé i patron dei club di Serie A, in un conflitto che lo ha spesso visto in prima persona contrapposto al Presidente Federale. Il caso tamponi della Lazio, la cessione forzata della Salernitana, passando per i fondi e i diritti tv, fino all’attuale controversia sull’indice di liquidità che è solo l’ultimo episodio di un conflitto tutt’altro che latente.  

Casini getta acqua sul fuoco

È vero che qualcuno cerca di gettare acqua sul fuoco. “Federazione e Lega sono dalla stessa parte, l’interesse è la sostenibilità finanziaria e avviare le riforme. Non c’è litigiosità, è importante che tutte le istituzioni sportive seguano delle procedure e garantiscano principi di ascolto e partecipazione”, ha detto il numero uno della Lega Serie A, Lorenzo Casini. “Non era un problema di indicatore, né del quantum, si trattava solo di difendere le garanzie, di difendere le procedure e far sì che la Lega di A fosse ascoltata – ha continuato -. I club erano già in regola e ora lo sono anche rispetto un indice che è stato inserito in modo illegittimo”. Ma con poco successo… Il fronte rimane acceso e nessuno molla.

Casini e De Siervo

Peraltro il Presidente Lotito è riuscito ad inserire all’interno della Governance della Lega alcune figure a lui vicine: tanto il Presidente Casini, quanto il componente indipendente appaiono a lui saldamente legati ed hanno creato un asse con lui che tuttora ricopre la carica di Consigliere Federale in quota Lega A. Ma il clima anche all’interno della Lega stessa appare acceso: si racconta di un recente screzio fra il Presidente Casini e l’AD De Siervo, sul tema dei diritti TV nell’area Medio Oriente e Nord Africa. Frattura che si sarebbe nel frattempo rimarginata, visto che i due sono stati visti uscire insieme dagli studi di DAZN in occasione del sorteggio dei calendari.

La poltrona di Giulini

Ma l’attuale organigramma della Lega appare presto destinato a mutare, visto che il 1 luglio (con l’inizio quindi della nuova stagione) si è liberata la poltrona di Tommaso Giulini, presidente del Cagliari appena retrocesso in Serie B. E già si fanno i nomi dei candidati alla sua successione. Attualmente il Consiglio si compone di 3 membri indipendenti: il Presidente Casini, l’AD De Siervo e Gaetano Blandini, dg della SIAE, il primo ed il terzo fortemente voluti dal Presidente Lotito (il quale siede invece, insieme all’AD dell’Inter, Marotta, ed al Presidente Casini, nel Consiglio Federale in quota Lega A). Rimarranno in 3 i consiglieri in rappresentanza dei club, ossia Paolo Scaroni (presidente del Milan) Maurizio Setti (presidente del Verona) e Luca Percassi (ad dell’Atalanta e vicepresidente di Lega). Chi prenderà il posto di Giulini?

I possibili sostituti

Qualcuno fa il nome di Adriano Galliani, in rappresentanza del Monza del Presidente Berlusconi, neopromosso in serie A. Ex Presidente e Vice Presidente della Lega, quando era AD del Milan, sarebbe l’alfiere delle provinciali ed un grande amico del Presidente Lotito. Si contrapporrebbe a lui Maurizio Arrivabene, manager della Juventus (e prima della Ferrari), Juventus che, ad oggi, non ha rappresentanti né in Consiglio di Lega né in quello Federale. Infine c’è chi menziona Pietro Berardi, amministratore delegato della Roma dal 2021, e un passato che lo ha visto lavorare in posizioni di rilievo presso prestigiose società di livello internazionale in tutto il mondo. 

Riusciranno i club a mettersi d’accordo su uno di loro? O uscirà qualche altro nome? Certo che quello che potrebbe aprirsi nelle prossime settimane è uno scenario tutt’altro che facile da prevedere tra giochi politici ed equilibri da mantenere con il fine ultimo che non deve essere perso di vista: riportare il calcio italiano ai massimi livelli europei!