La polemica di Alisson: “Il Pallone d’Oro? La differenza è che il portiere non segna gol…”

La polemica di Alisson: “Il Pallone d’Oro? La differenza è che il portiere non segna gol…”

Dai tempi di Gigi Buffon, un estremo difensore non è mai stato così vicino alla possibilità di vincere il Pallone d’Oro. Ma Alisson sa che non è semplice. Colpa di…un certo pregiudizio nei confronti dei portieri. Che hanno un problema di base: non segnano, mentre gli altri sì.

di Redazione Il Posticipo

Guanto d’Oro della Premier, miglio portiere della Champions e della Copa America. La stagione 2018/19 di Alisson Becker è stata davvero eccezionale. L’ex portiere della Roma è stato fondamentale per le fortune del Liverpool campione d’Europa e può sognare in grande. Dai tempi del mondiale vinto dall’Italia con in porta Gigi Buffon, un estremo difensore non è mai stato così vicino alla possibilità di vincere il Pallone d’Oro. Ma, come racconta a Marca, il brasiliano sa che non è semplice. Colpa di…un certo pregiudizio nei confronti dei portieri. Che hanno un problema di base: non segnano, mentre gli altri sì.

ORGOGLIO – Che sia stato un grande anno, Alisson lo sa. E sa anche che tra i migliori calciatori della scorsa stagione ci starebbe benissimo. Il che non può che rallegrarlo. “Ho letto alcune notizie riguardo il fatto che potrei vincere il Pallone d’Oro e ne sono orgoglioso, ma so che non sarà facile. E che è ancora più difficile per un portiere. Ma ho la coscienza a posto, significa che sto lavorando bene e che la gente se ne accorge”. E quando gli fanno notare che l’unico estremo difensore a vincere il prestigioso premio è stato Yashin nell’ormai lontanissimo 1963, il brasiliano del Liverpool spiega…la maledizione dei portieri quando si tratta di ricevere riconoscimenti.

SEGNARE – “Perchè a livello mondiale i portieri non contano come gli attaccanti e i centrocampisti? È un tema molto complicato. Il portiere ormai partecipa molto di più alle partite. Ovviamente deve essere bravo con le mani, ma anche saper giocare con i piedi perchè è diventato fondamentale per iniziare il gioco. E in più il portiere ha una visione privilegiata di tutto il campo ed è importante per aiutare i compagni a posizionarsi. La differenza è che il portiere non segna gol ma li evita. E alla gente piace festeggiare i gol, è il momento più importante del calcio. E credo che sia per questo che gli attaccanti vengono considerati di più. È naturale, ma le cose pian piano stanno cambiando”. Magari, se Klopp gli facesse anche tirare qualche rigore, il problema non si porrebbe…

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