calcio

La paura fa 90′: per Rudiger, quando Sarri perde è “terrificante”

Meglio essere amati o essere temuti? Solitamente, Sarri cerca di suscitare amore nei suoi. Lo dimostrano la pizza dopo le partite o l'aver fatto tornare nelle cucine di Cobham quel che Conte aveva proibito... Ma in ogni caso, è meglio non fare...

Redazione Il Posticipo

Meglio essere amati o essere temuti? Una domanda abbastanza antica, al punto che è uno dei quesiti principali affrontati nel Principe di Machiavelli. È un caso che anche Sarri sia toscano esattamente come il grande storico e politico fiorentino? Mica tanto, perchè evidentemente l'allenatore del Chelsea prende più di qualche ispirazione dall'immortale trattato di politica e...psicologia. Solitamente, Sarri cerca di suscitare amore nei suoi. Lo dimostrano la pizza dopo le partite, le libere uscite o l'aver fatto tornare nelle cucine di Cobham quel che Conte aveva proibito... Ma in ogni caso, è meglio non fare arrabbiare il tecnico, come conferma senza mezzi termini Antonio Rudiger.

TERRIFICANTE - Le dichiarazioni del difensore tedesco, riportate dall'Evening Standard, lasciano pochi dubbi sul fatto che una sconfitta per Sarri è decisamente la cosa peggiore del mondo. E se già dopo il match perso contro il Tottenham aveva dato una mezza strigliata ai suoi, il 2-1 subito dal Wolwerhampton il tecnico non si è trattenuto. Al punto da risultare, parola di Rudiger, "terrificante". Possibile? Beh, pare di sì. "Dopo la partita contro i Wolves faceva paura. Sembrava stesse impazzendo, ma aveva ragione, perchè era una partita che non avremmo dovuto perdere". Non molto complicato comprendere il morale di Sarri. E pensando solo a qualche urlaccio e a qualche parolaccia, forse si immagina anche troppo in positivo.

MOTIVATORE - Ma poi, sbollita la rabbia, Sarri è tornato a ciò che forse gli è più congeniale: motivare i suoi e farli sentire speciali. Fermo restando che comunque gli urli saranno rimasti molto impressi nella mente dei giocatori del Chelsea... Ma, come conferma Rudiger, il discorso del giorno dopo è stato la chiave per riuscire a battere il City di Guardiola. "Il giorno successivo però Sarri era molto calmo e aveva ben chiaro quello che ci doveva dire. Ha parlato con noi e ci ha fatto capire che dobbiamo credere in noi stessi. Voleva che affrontassimo la partita contro il Manchester City con la convinzione di poterla vincere". E così è stato. La domanda, dunque, si pone di nuovo. Meglio essere amati o essere temuti? La risposta giusta? Dipende...dal risultato!