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La panchina, i prestiti, la depressione, la rinascita al Celtic: il crollo di Hart è stato colpa di Guardiola!

(Photo by Nigel Roddis/Getty Images)

Sette anni fa era il portiere titolare dell'Inghilterra ai mondiali e soprattutto vinceva la sua seconda Premier League con la maglia del Manchester City. Ora Joe Hart riscopre se stesso a Glasgow dopo un crollo...causato da Pep.

Redazione Il Posticipo

Trentaquattro anni compiuti ad aprile. Non troppi, figurarsi per un portiere, che a quell'età spesso e volentieri è all'apice della sua carriera. Non proprio quello che è successo nelle ultime stagioni a Joe Hart. L'inglese è caduto in una spirale negativa dalla quale non sembrava in grado di rialzarsi. E pensare che sette anni fa, nella stagione 2013/14, era il portiere titolare dell'Inghilterra ai mondiali e soprattutto vinceva la sua seconda Premier League con la maglia del Manchester City. Ma qualche mese fa era malinconicamente un semplice portiere come tanti, che prima ha perso il posto al Burnley, poi si è ritrovato a fare il secondo a Lloris al Tottenham, prima della possibilità che gli ha offerto il Celtic. E che sta sfruttando egregiamente.

GUARDIOLA - Forse è la fine vero e proprio incubo per Hart. Il cui inizio ha un nome e un cognome abbasta celebri: Pep Guardiola. L'addio al Manchester City del portiere è giunto in concomitanza con l'arrivo del catalano all'Etihad. Probabile che la scelta di Pep di portarsi Claudio Bravo sia stata interpretata dal portiere inglese come una mancanza di fiducia nei propri confronti. E dire che Guardiola, qualche anno fa, ha dichiarato che "il calciatore che mi è costato di più lasciare andare è stato Hart". Ma visto il continuo della carriera del classe 1987, molto probabile che a rimetterci di più sia stato l'inglese e non il tecnico. Da quel momento, infatti, è cominciato un declino che sembrava inarrestabile.

CROLLO - Prima il Torino, dove il portiere ha raddoppiato le sue statistiche ma...in negativo, passando da una trentina di reti subite al Manchester City alle 62 incassate in Serie A. Quanto è bastato ai granata per non confermare l'inglese, che a quel punto ha preferito tornarsene in patria. L'offerta del West Ham è stata accettata, ma anche a Londra non è che sia andata benissimo. Dopo il girone d'andata, è arrivata la panchina, che alla fine gli è costata anche l'esclusione dalla lista di Southgate per il Mondiale di Russia. Una situazione che lo ha mandato sull'orlo della depressione come raccontato al DailyMail. Il passaggio al Burnley sembrava potesse farlo rinascere. E invece, assieme all'esperienza agli Spurs, ha dato l'ennesima spinta verso il basso alla carriera di un portiere che a 34 anni...sembrava già vecchio. Ma l'ultima occasione di tornare Joe Hart gliel'hanno offerta i biancoverdi di Glasgow. E visto che finora l'inglese ha giocato ogni minuto, con ben 12 clean sheet in 27, chissà che almeno in Scozia...l'effetto Pep non arrivi.