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La nuova assurda regola della FA: se perdi di parecchio puoi schierare un giocatore in più…

La Football Association ha stabilito una nuova regola per il calcio giovanile: una squadra sotto di quattro o più reti può schierare almeno un giocatore in più, previo consenso della FA locale. Ed è subito rivolta.

Redazione Il Posticipo

Per parlare di calcio giovanile nella lingua inglese, si usa la formula “youth football”. Occhio a non chiamarlo “juvenile”, perchè ha tutto un altro significato. Quello di “infantile” o “immaturo”. Ecco. Infantile o immaturo sono esattamente gli aggettivi che molti in Inghilterra stanno attribuendo all’ultimo provvedimento della Football Association sul calcio giovanile: le squadre composte da bambini dai 6 agli 11 anni, con il permesso della FA locale, potranno schierare almeno un giocatore in più in caso stiano perdendo con quattro o più reti di svantaggio.

LA NUOVA REGOLA - Molti personaggi del calcio sono in rivolta. E non è proprio incomprensibile che un provvedimento del genere possa creare qualche malumore. Questo concetto viene chiamato “Power Play”, il che ricorda molto delle locuzioni usate spesso nei videogiochi. Solo che stavolta si parla di una vera aggiunta di calciatori. Uno, in caso si perda di almeno quattro reti. Ma anche di più, se la squadra non riuscisse a non continuare a prendere gol da avversari più forti. In ogni caso, lo scopo di questa mossa dovrebbe essere quello di evitare che i bambini escano dal campo innervositi o demoralizzati da sconfitte troppo pesanti. Il Mirror ha raccolto il parere di uno dei vertici della FA, che spiega che i pareri raccolti da genitori e allenatori delle squadre sono stati positivi.

LE REAZIONI - È pur vero che siamo nel periodo storico in cui se un bambino va male a scuola il genitore va a sgridare gli insegnanti. Alla stessa maniera, con le dovute proporzioni, questa mossa della FA sembra secondo molti altrettanto diseducativa. Un giocatore delle serie inferiori, Mark Broughton, è difensore in campo e in questo caso anche difensore dello scopo pedagogico intrinseco nel gioco: “Il calcio è uno sport competitivo, il che significa che ci sono vincitori e vinti. I bambini hanno bisogno di imparare a interfacciarsi con entrambi i possibili risultati”. Anche Phil Barnes, ex portiere di Sheffield United e Blackpool si è infuriato: “Questa è un’idea terribile. Tutto questo ‘fair play’ è una s*****ata! Bisogna instaurare una mentalità vincente”. E pazienza se qualche bambino tornerà con dei gol di troppo sul groppone. Del resto, nel calcio o si vince o si perde. Da piccoli, come da grandi.