L’Odissea di Estacio: 12 ore di cammino a piedi per far giocare suo figlio in Coppa del Mondo

L’Odissea di Estacio: 12 ore di cammino a piedi per far giocare suo figlio in Coppa del Mondo

Storie di calcio e di amore familiare. L’ex giocatore dell’Ecuador Silvano Estacio ha camminato a piedi per 12 ore pur di dare a suo figlio la possibilità di giocare la sua partita contro l’Australia ai mondiali under 17.

di Redazione Il Posticipo

Storie di calcio e di amore familiare. L’ex giocatore dell’Ecuador Silvano Estacio ha camminato a piedi per 12 ore pur di dare a suo figlio la possibilità di giocare la sua partita contro l’Australia ai Mondiali under 17. Una vicenda al limite del paradossale.

AUTORIZZAZIONE – Tutto nasce da una serie di disguidi. Il figlio Silvano Denilson è convocato in  nazionale. Il ragazzo, però, non può partire né giocare con la squadra. In quanto minorenne, serve l’autorizzazione, ma c’è un problema: Quito è a 156 chilometri di distanza dall’abitazione degli Estacio . E i disordini in Ecuador rendono quanto mai problematici gli spostamenti in automobile. Silvano senior si reca in aeroporto, ma non ci sono voli. Anche il trasporto pubblico è a singhiozzo. Dunque chiama un amico che gli presta una motocicletta. E inizia l’Odissea.

ODISSEA –  Il protagonista racconta la sua storia. “Ho viaggiato verso Quito, ma lungo la strada mi sono imbattuto in diverse strade chiuse . Ho dovuto pagare i manifestanti per andare avanti ma quando sono arrivato a Latacunga mi sono imbattuto in una manifestazione e ho dovuto deviare verso Saquisilí“. Una situazione drammatica. Il tempo stringe. O Silvano arriva entro la sera successiva, o Silvano jr non parte. Occorre raggiungere Quito in qualunque modo…

A PIEDI – Silvano senior, come raccontato da SportBible, ha solo un mezzo di locomozione a disposizione: i suoi piedi. E li usa. Per i figli, poi, si scalano le montagne. Nel senso più pieno del termine. “Sono partito da Saquisilì alle cinque del mattino. Ho dovuto scalare la brughiera, farmi strada attraverso una montagna. Non mi sono preso cura di alcun pericolo. Il mio obiettivo era arrivare lì e firmare quel fogli”.  Una volta firmati tutti i documenti, Silvano Junior era pronto per affrontare l’Australia. E lo ha fatto. Silvano senior invece è stato riportato a casa da due funzionari di Quito, commossi dalla dedizione alla causa. Per la cronaca, l’Ecuador ha anche vinto 2-1.

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