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La Ligue 1 usa il pugno duro: Nizza-Marsiglia sospesa per striscioni omofobi

Vietato chiudere gli occhi. In Francia l'esempio perfetto: Clement Turpin, arbitro di giornata tra Nizza e Marsiglia, ha deciso di interrompere la gara per aver notato sugli spalti due striscioni omofobi.

Redazione Il Posticipo

Non c'è più tempo per chiudere un occhio. Negli stadi, sono sempre troppi gli esempi di inciviltà: non si parla solamente di comportanti, il più delle volte riprovevoli, che portano agli scontri tra tifosi o forze dell'ordine. Negli ultimi anni, la maggior parte dei casi da dimenticare riguarda insulti razzisti o omofobi. Riempie le pagine di storia, quindi, la partita di Ligue1 tra Nizza e Marsiglia, sospesa dall'arbitro per aver visto sugli spalti due striscioni che con uno stadio di calcio non hanno nulla a che fare.

SOSPENSIONE - Protagonista di giornata, è l'arbitro Clement Turpin, che notando sugli spalti due striscioni reputati omofobi, ha decisione di sospendere la gara. Un gesto importante, commentato immediatamente su Twitter dalle voci sportive più importanti, come il sito Get French Football News: "Notevole. Clement Turpin ha sospeso la partita di questa sera tra Nizza e Marsiglia perché ha reputato uno striscione omofobico". Una sospensione durata dieci minuti, ma che avrebbe potuto far terminare la gara senza una conclusione; i giocatori del Marsiglia, vista l'attesa, sono tornati dentro gli spogliatoi.

DI NUOVO - In Francia, purtroppo, non è una novità. Bravi gli arbitri a seguire le nuove norme: in questa stagione, infatti, le partite sospese per lo stesso motivo, sono già quattro. Continua ad essere presa sotto mira il presidente della LFP, Nathalie Boy de la Tour, che all'inizio della stagione ha provato a far passare sotto traccia i cori discriminatori: "Certi cori non sono accettabili, ma fanno parte del folklore".  Continua: "Non sto cercando delle giustificazioni, ma quando senti dei cori omofobici, per tanti tifosi, si tratta solo di folklore". Che sia un'abitudine da stadio o meno, i tempi sono cambiati, e nessuno è più disposto a chiudere un occhio. Faranno bene a capirlo i tifosi, se non vogliono rischiare di vedere la metà delle partite di una stagione interrotte continuamente.