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La leggenda di Drenthe: “Alle due di notte nel centro sportivo dell’Everton? Sì, ma la parte delle ragazze…”

(Photo by Jasper Juinen/Getty Images)

L'olandese ex Real Madrid, che è tornato a giocare di recente dopo aver tentato la carriera da rapper, ha voluto chiarire una volta per tutte come è davvero andata in una delle notti più celebri e chiacchierate della sua strana vita calcistica

Redazione Il Posticipo

Ci sono aneddoti che raggiungono lo status di leggenda. Quelle storie in cui diventa davvero complicato distinguere la realtà dalla fantasia e da dettagli più o meno veritieri che vengono aggiunti a posteriori. E dopo molti anni, Royston Drenthe ha deciso di rispondere a una delle storie che circolavano su di lui ai tempi dell'Everton. L'olandese ex Real Madrid, che è tornato a giocare di recente nelle divisioni inferiori spagnole dopo aver tentato la carriera da rapper, ha voluto chiarire una volta per tutte come è davvero andata in una delle notti più celebri e chiacchierate della sua strana vita calcistica.

ALLE DUE DI NOTTE - La notte in cui, racconta la leggenda, il terzino in forza ai Toffees sarebbe arrivato verso le due di notte al centro sportivo del club, con un buon numero di ragazze a fargli compagnia, con tutta l'intenzione di utilizzare la vasca idromassaggio. E, come riporta il Mirror, l'olandese ha raccontato la sua versione durante un'intervista apparsa qualche tempo fa su Youtube. Non smentendo la storia. O almeno, non del tutto. "La storia è vera, ma la parte delle ragazze, beh, diciamo che hanno aggiunto qualche dettaglio in più". Quindi, arriva la prima conferma. Quella strana notte, Drenthe è effettivamente arrivato al centro sportivo dell'Everton in un orario perlomeno improbabile. Ma perchè?

MACCHINA - Perchè, parole sue, il calciatore doveva andare a prendere la sua macchina, che aveva lasciato lì, per tornare a casa dopo una delle tante notti brave della sua carriera. "Me lo ricordo, perchè quella sera non mi sentivo bene, ma avevo bisogno della macchina per non fare tardi la mattina successiva. Sì, ok, erano le due di notte, ma nella mia testa pensavo 'sono le due di notte, e quindi?'. Spesso a quell'ora a casa sono ancora sveglio. E quindi mi sono presentato lì per prendere la macchina, non fare tardi agli allenamenti la mattina dopo e non avere problemi. Ma naturalmente l'essermi presentato alle due è stato un problema comunque". E le ragazze? C'erano o no? Drenthe non conferma e non smentisce. E chissà che prima o poi non la racconti tutta questa strana storia.