Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

La Juve e il Galles: dopo Charles, solo delusioni

31 OCT 1994:  IAN RUSH OF LIVERPOOL TRIES TO GET PAST GOALKEEPER SIEB DYKSTRA OF QUEENS PARK RANGERS AS HE SHOOTS AT GOAL DURING THEIR PREMIERSHIP MATCH AT THE LOFTUS ROAD GROUND IN  LONDON. Mandatory Credit: Phil Cole/ALLSPORT

La Signora non è mai stata capace di trovare un cavaliere proveniente dal Regno Unito che ricalcasse le orme del gigante buono.

Redazione Il Posticipo

Juventus, con i gallesi proprio non va. Dopo John Charles, la Signora non è mai stata capace di trovare un cavaliere proveniente dal Regno Unito che ricalcasse le orme del gigante buono. L'ultimo a provarci, in ordine di tempo, è stato Aaron Ramsey. Tutto lascia credere che la sua esperienza in bianconero sia ai titoli di coda e potrebbe addirittura chiudersi con la rescissione del contratto. Anche se non fosse così, difficilmente Ramsey avrà tempo e modo di rifarsi dopo anni trascorsi nel grigio: appena 6 gol in 70 presenze in bianconero. Un apporto trascurabile rispetto alle attese e all'ingaggio.

GIANT - Eppure la Juventus aveva pescato subito benissimo oltremanica. Il primo gallese a vestire la maglia bianconera è John Charles, meglio noto come il gigante buono. Un omone grande e grosso che incarnava nei suoi 188 centimetri (quasi una statura da cestita per gli anni 60) il concetto di Fair Play. Mai ammonito o espulso, ha costruito le fortune della Juventus in coppia con Sivori, vincendo tre scudetti e due coppe Italia. Una macchina da gol, il gallese, capace di mettere a segno 93 reti in 150 partite di campionato, 12 in 18 in Coppa Italia. Chiude la sua esperienza in bianconero con 105 gol in 181 presenze. In carriera ha anche contribuito alla  partecipazione del Galles ai Mondiali del 1958 in Svezia.

FLOP - L'eredita del centravanti gallese non è raccolta dal connazionale Ian Rush, attaccante di razza del Liverpool, ma che ha bucato clamorosamente in Italia. Al netto dell'esperienza in Piemonte, il calciatore entra di diritto nella storia dei grandi calciatori del Galles: con il Liverpool vince la Coppa dei Campioni del 1984 e va a segno 47 volte in 65 presenze, record assoluto della storia dei Reds. Due anni dopo centra il “double”, campionato e derby di FA Cup con l’Everton. In Italia fatica. Segna più in Coppa che in campionato. Cinque gol in sette presenze nel trofeo nazionale, sette in 29 presenze in campionato una in tre partite di Coppa UEFA. Mette a segno però la rete decisiva nello spareggio con il Toro per l'accesso in Coppa UEFA. Fa in tempo a rientrare in Premier, dove vince il quinto titolo personale e l’ultimo dei Reds.