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Quanta strada Zinchenko: la guerra, Mosca, Ufa e la fascia di capitano del City

Quanta strada Zinchenko: la guerra, Mosca, Ufa e la fascia di capitano del City - immagine 1

La fascia di capitano per Zinchenko , ma per qualcuno rappresenta molto di più. Per chi ha avuto una vita complicata, scendere in campo nel torneo più importante della stagione è anche una rivincita a volte insperata.

Francesco Cavallini

Manchester City in campo in FA Cup con un capitano speciale. Zinchenko rivive l'incubo della guerra  dopo essere scappato dalla guerra nel Donbass. Il ragazzo  ha spiegato qualche tempo fa a ITVNews ne ha tratto la forza necessaria per diventare uno dei fedelissimi di Guardiola.

GUERRA - Tutto inizia a Donetsk, casa dello Shakhtar. Zinchenko gioca con le giovanili del club da quando è ancora un bambino, ma nel 2014 scoppia il conflitto tra i separatisti del Donbass e il governo ucraino. Una situazione che porta il giovanissimo calciatore (classe 1996) a fuggire in Russia con tutta la famiglia. Lo Shakhtar però lo vuole indietro e la sua situazione contrattuale lo costringe a rimanere senza squadra. E l'unico posto in cui allenarsi sono le strade della capitale russa. Una storia che lo ha reso quel che è."Quel periodo è stato il più difficile della mia vita, ma non puoi perdere i tuoi sogni. E per molto tempo non ne ho parlato perchè per me è molto difficile ripensarci e non sono neanche in grado di spiegare tutto quello che ho provato in quei momenti".

Quanta strada Zinchenko: la guerra, Mosca, Ufa e la fascia di capitano del City- immagine 2

UFA - Ma la strada è stata lunga. Quando nel 2015 Zinchenko trova una nuova squadra, la situazione è altrettanto complicata. Lo ingaggia l'Ufa, club del capoluogo della Bashkiria, praticamente sugli Urali, lontanissima (1500 km) da Mosca. Da lì l'ucraino ha spiccato il volo. "Ho lasciato la mia casa per andarmene a tantissimi chilometri di distanza. Vivevo da solo, avevo soltanto la mia squadra, niente genitori, nient'altro. Certo, tutti al mondo vivono momenti complicati, anche noi calciatori con gli infortuni o con altro tipo di problemi. Ma non puoi smettere di lottare, perchè è un impegno che hai con te stesso".