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La guardalinee ucraina Striletska, da Andorra-Inghilterra alle bombe russe: “Dormiamo a terra, ci nascondiamo”

ANDORRA LA VELLA, ANDORRA - OCTOBER 09: (L-R) Assistant Maryna Striletska, Referee Kateryna Monzul and assistant Svitlana Grushko line up prior to the 2022 FIFA World Cup Qualifier match between Andorra and England at Estadi Nacional on October 09, 2021 in Andorra la Vella, Andorra. (Photo by David Ramos/Getty Images)

Maryna Striletska ha fatto parte della terna tutta al femminile che ha diretto il match tra Inghilterra e Andorra. Ora però la guardalinee ucraina ha ben altri problemi, visto che è coinvolta in prima persona nell'invasione russa.

Redazione Il Posticipo

Dalla storia del calcio a quella che si legge sui libri e che purtroppo è fatta anche di conflitti. Maryna Striletska ha fatto parte di una terna arbitrale storica, quella tutta al femminile che appena cinque mesi ha diretto il match valido per le qualificazioni mondiali tra Inghilterra e Andorra. Ora però la guardalinee ucraina ha ben altri problemi, visto che è coinvolta in prima persona nell'invasione russa. Vivendo in un villaggio nell'est dell'Ucraina, l'assistente ha avuto l'esperienza diretta dei bombardamenti e dell'arrivo delle truppe schierate da Putin ed è riuscita a raccontare come vanno le cose in un'intervista rilasciata al Mirror.

ESPLOSIONI - Parole che suonano tristemente simili a quelle sentite in parecchi racconti di questi giorni, che parlano di paura e di devastazione. "Questa è la nostra vita ora. Io e la mia famiglia siamo in casa, sono già sei giorni che è così. A volte ci sono esplosioni, sentiamo i carri armati sparare. Ora nel mio villaggio le cose si sono calmate, ma in quelli vicino possiamo ancora sentire le esplosioni e le bombe. L'unica cosa che possiamo fare è stare chiusi in casa e pregare. Abbiamo un seminterrato, quindi possiamo nasconderci lì, dormiamo sul pavimento vicino all'entrata". Ovviamente, in modo da potersi riparare nel caso dovessero ricominciare i bombardamenti...

"AFFAMATI" - Una situazione che condivide con le due colleghe, Kateryna Monzul e Svitlana Grushko, con cui ha fatto la storia. "Le sento costantemente, ma dove sono loro al momento le cose sembrano più tranquille. Qui gli invasori ci circondano, non possiamo scappare. E non sono stata neanche in grado di uscire per allenarmi un po', la situazione non è assolutamente sicura". La guardalinee ucraina racconta poi i contatti diretti con i soldati di Mosca, che vengono descritti in condizioni non ottime, almeno per quanto riguarda i rifornimenti. "I russi sono arrivati nelle nostre case con le mitragliatrici, ma sono affamati. Ci chiedono cibo e acqua e poi portano via tutto quello che abbiamo". Naturalmente, la carriera di Maryna Striletska e delle sue colleghe è attualmente ferma. Ma la speranza è che a breve gli unici boati che si potranno ascoltare siano quelli dopo un gol...