La folle avventura di Bent, tra cocaina e allucinazioni: “Ho aperto alla polizia con un coltello in mano. Mi hanno sedato col taser!”

La folle avventura di Bent, tra cocaina e allucinazioni: “Ho aperto alla polizia con un coltello in mano. Mi hanno sedato col taser!”

L’inglese Bent sembrava poter diventare una stella, ma non è mai esploso definitivamente. Colpa di un carattere un po’ problematico. Gioco d’azzardo, risse, alcol e le droghe, fino a ritrovarsi in una situazione a dir poco assurda: essere sedato con il taser dopo aver chiamato la polizia perchè aveva le allucinazioni.

di Redazione Il Posticipo

La carriera di Marcus Bent è stata un lungo susseguirsi di trasferimenti, che gli sono valsi il soprannome di “pendolare del gol”. L’inglese sembrava poter diventare una stella, ma non ha mai trovato una vera e propria collocazione nel calcio di Sua Maestà, indossando ben 14 maglie. Tutta colpa di un carattere un po’ problematico, che ha preso definitivamente il sopravvento quando, dopo il 2012, l’attaccante ha appeso gli scarpini al chiodo. Gioco d’azzardo, risse, alcol e le droghe, fino all’arresto nel 2016 per possesso di cocaina. Un periodo che, come spiega lui stesso a The Athletic, lo ha spinto a temere per la sua vita e a compiere azioni sconclusionate.

COCAINA – Come quella raccontata alla testata americana, che parla di allucinazioni, agenti di polizia e una mannaia. Nel settembre 2015 Bent si chiude nel bagno di casa sua e chiama gli agenti perchè è convinto che ci sia qualcuno nell’abitazione. “Ero in paranoia, avevo le allucinazioni. Pensavo ci fosse qualcuno in casa, vedevo la la maniglia della porta muoversi. Ho chiamato la polizia e ho preso qualcosa per difendermi”. Quando gli agenti bussano, però, Bent non risponde e si limita ad urlare all’interno del bagno. Dunque è necessario abbattere la porta e la scena che appare di fronte agli occhi dei poliziotti è…particolare: Bent è seminudo e ha in mano una mannaia.

TASER – “Quando è arrivata la polizia, sono andato alla porta con i coltelli. Ripensandoci ora, ovviamente avrei dovuto metterli giù, ma non ero molto lucido. Loro erano giustamente spaventatissimi, vedevano una persona drogata, paranoica e con due coltelli in mano. E quindi alla fine hanno dovuto usare il taser per calmarmi”. Dopo averlo sedato con la scarica elettrica, gli agenti lo portano in commissariato. Il che, per Bent, è una benedizione: “Mi ricordo che mi sentivo al sicuro. ‘Sono chiuso dentro, nessuno può raggiungermi’. E poi la mattina dopo sento che mi vogliono accusare di tentato omicidio. Non potevo crederci. Non avrei mai potuto uccidere qualcuno. Li ho chiamati perchè ero spaventato, paranoico, avevo le allucinazioni”. Comunque non un buon motivo per presentarsi alla polizia con in mano una mannaia…

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