La FIFA denuncia…la FIFA: quasi 500 milioni di euro spesi per il Museo del Calcio durante la gestione Blatter

No, dalle parti di Zurigo non ci sono problemi di furto di identità. Semplicemente si tratta di una denuncia da parte dell’attuale gestione della federazione internazionale nei confronti delle vecchia gestione, quella legata alla presidenza di Sepp Blatter. Che avrebbe utilizzato con un po’ troppa libertà i fondi a disposizione…

di Redazione Il Posticipo
infantino

Il calcio, piaccia oppure no, è anche politica. E chi arriva a gestire il pallone mondiale ai massimi livelli si ritrova a fare i conti anche con cifre altissime di cui dover rendere conto. Gli scandali che nel corso degli anni hanno colpito la FIFA hanno lasciato un segno, soprattutto nella fiducia che il mondo del calcio ha nei confronti della massima autorità globale. Se poi ci si mette anche la FIFA stessa a sottolineare le proprie mancanze, allora è praticamente ovvio che alle critiche non si possa proprio sfuggire. Eppure, in questo strano 2020, succede qualcosa di abbastanza assurdo anche per gli standard di questi mesi: la FIFA…ha denunciato la FIFA.

MUSEO DEL CALCIO – No, dalle parti di Zurigo non ci sono problemi di furto di identità. Semplicemente, come ha spiegato Mundo Deportivo, si tratta di una denuncia da parte dell’attuale gestione della federazione internazionale nei confronti delle vecchia gestione, quella legata alla presidenza di Sepp Blatter. L’accusa è quella di aver speso 500 milioni di franchi svizzeri (circa 460 milioni di euro) per la creazione del Museo del Calcio di Zurigo. Secondo le analisi di alcuni esperti, sono stati spesi 140 milioni di franchi per ristrutturare un edificio che non fa parte del patrimonio immobiliare della FIFA. Edificio che poi è stato preso in affitto dalla FIFA a lungo termine (fino al 2045) per ulteriori 360 milioni, raggiungendo i 500 segnalati dalla testata spagnola.

(Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

BLATTER – E di mezzo ci va ovviamente Blatter, costretto a lasciare la guida della FIFA nel 2016, che avrebbe organizzato la mala gestione dei fondi attraverso le società da lui nominate. Anche perchè quei soldi, accusa la FIFA…di oggi in una nota, “potevano e dovevano essere utilizzati per lo sviluppo del calcio in tutto il mondo”, invece che per un progetto fondamentalmente autocelebrativo e non in grado di generare guadagni ingenti. Insomma, le polemiche, quando si parla della federazione internazionale, non finiscono mai. E dall’ufficio del procuratore cantonale di Zurigo rischia di partire un nuovo terremoto che coinvolge quelli che fino al 2016 sono stati i padroni del pallone mondiale. Ma c’è attesa per le eventuali risposte di Blatter, che quando c’è stato da attaccare il suo successore Infantino non si è mai tirato indietro…

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