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La favola Kallon: in Italia con il barcone. La frattura al perone, la ripresa e, finalmente, il gol

CAGLIARI, ITALY - MAY 22:   the players of  Genoa  at the end of  the  during the Serie A match between Cagliari Calcio and Genoa CFC at Sardegna Arena on May 22, 2021 in Cagliari, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Scappato dai terroristi in Sierra Leone. Ha attraversato l'Africa a piedi per otto mesi. Si è rotto il perone. E adesso, finalmente,

Redazione Il Posticipo

Qualche patema di troppo per il Genoa che riesce a far suo il derby del grifone. Finisce 3-2 per i padroni di casa che hanno messo in seria difficoltà la squadra di Ballardini. La sensazione è che debba registrare, anche di parecchio, la retroguardia. Brilla in compenso, la stella di Kallon. Una storia straordinaria, la sua. Una forza di volontà incredibile per un ragazzo di appena 20 anni.

OMONIMO  - Troppo facile immaginare una parentela con Mohamed che, da queste parti, ha lasciato anche un bel ricordo. Kallon è un cognome che sta alla Sierra Leone come "Bianchi" all'Italia. Centinaia. Il ragazzo ha un passato assolutamente diverso. Il calcio gli ha salvato la vita, nel senso più pieno del termine. Ogni giorno che passava in Sierra Leone poteva essere l'ultimo.  Il ragazzo è arrivato in Italia con il barcone, dopo aver attraversato a piedi praticamente tutta l'Africa.

BRIVIDI - Fuggito, per evitare di essere ucciso. La sua storia mette i brividi e si trova sui canali ufficiali della squadra ligure. "In Sierra Leone vi sono dei nuclei terroristici che rapiscono i bambini per renderli soldati. I miei genitori erano terrorizzati dall'idea che potessi rimanere vittima di una situazione del genere e così hanno deciso di lasciarmi andare. Non volevano distaccarsi da me, né io da loro, ma non c'era molto da scegliere. Il viaggio non è stato semplice. All'inizio ero totalmente da solo, poi lungo il percorso ho incontrato tanti ragazzi della mia età provenienti da Senegal, Costa d'Avorio e Mali. Anche se non parlavamo tutti la stessa lingua, ci siamo uniti. In gruppo era più facile. Anche perché il momento più duro ci aspettava in Libia. Non c'erano regole, i ragazzini giravano armati. Per pagarmi la traversata ho dovuto lavorare. Mi servivano mille dinari. Una volta accumulati mi hanno rapinato ed ho dovuto ricominciare..."

RICOMINCIARE - Il peggio, fortunatamente, è alle spalle. Il verbo "ricominciare" si può coniugare in campo, con una nuova storia, che sembra avere tutti i presupposti, se non per dimenticare, perlomeno per riscattare una vita troppo difficile per un ragazzo così giovane. Fra l'altro Kallon ha dovuto sopportare e superare anche una frattura del perone.  L'inizio della nuova stagione non poteva essere migliore. Il peggio appare davvero alle spalle.