La favola di Coman: dall’idea del ritiro al gol della Champions

La favola di Coman: dall’idea del ritiro al gol della Champions

Il francese ha sempre vinto ovunque ha giocato e la notte di Lisbona cancella i pensieri più neri. E adesso ha 19 titoli.

di Redazione Il Posticipo

Doveva essere la serata di Mbappé, a caccia del titolo numero 13. Invece, A 24 anni, Kingsley Coman, che ha già scritto la storia, scrive un’altra pagina di una carriera straordinaria. Da quando ha fatto il suo esordio come calciatore professionista, il giocatore francese infatti ha sempre vinto ovunque ha giocato: 19 titoli in totale e nove scudetti consecutivi col Paris Saint-Germain (2013 e 2014), con la Juventus (2015 e 2016) e col Bayern Monaco (2016, 2017, 2018,2019, 2020). Nove campionati di fila in tre Paesi diversi. Ha saltato il Mondiale per infortunio, altrimenti avrebbe portato a casa anche la medaglia d’oro della campagna di Russia che ha incoronato Mbappé. Per consolarsi, ha segnato il gol decisivo che regala la Champions al Bayern, proprio alla sua ex squadra. Una bellissima storia fatta di sofferenza, forza di volontà e una gioia che ripaga i tanti sacrifici.

RITIRO –  Coman ha una certa predisposizione a piccoli e grandi problemi fisici, che lo ha spaventato al punto da fargli considerare l’idea del ritiro. Lo stesso francese ha spiegato che il calvario alla caviglia lo ha davvero segnato. La riabilitazione è stata durissima a tal punto da indurlo a farsi delle domande. Interrogativi dettati dalla frustrazione, sino a pensare alla decisione più drastica. Ritirarsi.

MATURAZIONE –  Il Bayern non ci ha pensato nemmeno. E gli ha dato fiducia. E poi gliela ha rinnovata. E anche nel momento peggiore ha continuato a credere nelle potenzialità di questo ragazzo. Il resto ce l’ha messo il ragazzo, apparso molto più maturo anche nella gestione delle risorse legate al suo fisico. E il Bayern passa alla cassa. Flick vede ripagata questa fiducia con l’ennesimo scudetto e la sesta Champions League della storia del club. Altro che ritiro. Nella notte di Lisbona quei cattivi pensieri sono spariti. Dopo nove scudetti arriva anche la prima Champions. Con un colpo di testa. Abbastanza dura per non mollare di un centimetro anche contro un destino avverso.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy