La favola del Kosovo: imbattuto nel 2018 e “vede” la promozione in C

C’è una nazionale che sta scrivendo la storia di questa Nations League: il Kosovo, nato appena due anni fa, è a un punto dalla promozione in “C” ed è ancora imbattuto in questo 2018.

di Redazione Il Posticipo

La favola del Kosovo. Una nazionale “ufficializzata” poco più di due anni fa è solo a un punto dal primo grande successo della propria storia. Sarà sufficiente non perdere con l’Azerbaijan per festeggiare la storica “promozione” in “C” nella UEFA Nations League. Merito del perentorio 5-0 che ha permesso a questa piccola nazionale di ritagliarsi un ruolo da protagonista nella manifestazione.

REALTA’ – Il Kosovo, ai suoi livelli, è una realtà solidissima. Ancora imbattuta nel 2018, allo status quo può chiudere l’anno senza l’onta di una sola sconfitta. Sei vittorie e due pareggi e il primato nel girone C della Lega D frutto di tre vittorie due pareggi otto gol realizzati e appena due subiti. Quanto basta per raggiungere una insperata promozione che potrebbe arrivare purché il ruolino di marcia dell’anno resti immacolato. Serve infatti, almeno un punto nella sfida casalinga con gli azeri per essere certi di una promozione che significherebbe moltissimo, al netto del risultato sportivo.

IDENTITA’ – La nazionale Kosovara, sebbene giovanissima, ha radici profonde. Figlia legittima di una terra a lungo “strattonata” da Serbia e Albania. I primi la ritengono parte integrante della nazione. Gli albanesi invece ne rivendicano la continuità linguistica e culturale. Questo fazzoletto di terra, grande poco più dell’Abruzzo, ha invece una propria identità, rafforzata anche dalle scelte di diversi giocatori che ne hanno sposato la causa, come Berisha e Ujkani.

SCELTE – E c’è chi, non potendone indossare la maglia, hanno preferito non affrontarla, come Hetemaj. Perché “un conto è scegliere di non giocare per il Kosovo, un conto è giocare contro la tua gente”. Chi ha potuto scegliere, invece, è stato Milot Rashica, che ha segnato la quinta rete contro i maltesi. Era già stato precettato dall’Albania, ma non avendo mai disputato una partita UEFA con la maglia della nazionale adriatica, ha scelto di difendere quella del Kosovo.

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