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La denuncia di Mbappè: interviste del francese inventate per pubblicizzare una truffa con le criptovalute

Dal punto di vista pubblicitario, si sa, i grandi calciatori valgono milioni. A volte, però, non è detto che gli stessi protagonisti siano a conoscenza di quello che viene promosso attraverso il loro nome. Soprattutto quando in realtà c'è...

Redazione Il Posticipo

Dal punto di vista pubblicitario, si sa, i grandi calciatori valgono milioni. Un volto celebre che si presta a diventare testimonial di un marchio è in grado di moltiplicare gli introiti. Non a caso, le aziende più importanti fanno la fila per accaparrarsi i migliori giocatori del mondo per pubblicizzare qualsiasi cosa, dal materiale sportivo...ai corsi di recupero anni scolastici. A volte, però, non è detto che gli stessi protagonisti siano a conoscenza di quello che viene promosso attraverso il loro nome. Soprattutto quando in realtà c'è dietro una truffa, come è appena accaduto a Kylian Mbappè.

TRUFFA - L'attaccante francese del Paris Saint-Germain ha infatti presentato una denuncia per l'utilizzo del suo nome in una truffa con criptovalute che è sotto inchiesta da parte della polizia transalpina. L'Equipe spiega che il calciatore ha segnalato che la sua immagine è utilizzata in maniera illegale in diverse campagne pubblicitarie online che invitano a partecipare all'acquisizione di criptovalute come i bitcoin. Gli annunci vedevano Mbappè raccomandare questo metodo "miracoloso", in grado di permettere a chiunque di "diventare milionario in tre o quattro mesi". Naturalmente, nulla di vero.

FINTE INTERVISTE - Ma la campagna era ben studiata, al punto che gli articoli erano accompagnati anche da interviste inventate all'attaccante del PSG, in cui Mbappè sosteneva che attraverso questo nuovo metodo di investimento, le banche tradizionali sarebbero scomparse definitivamente. Quello che scompariva, però, spiega la polizia francese, erano i soldi di chi cadeva nella trappola. Le persone che venivano convinte a investire vedevano le società volatilizzarsi, assieme al denaro. Un business, quello dei finti annunci, che ha fruttato 30 milioni di euro solo nell'anno passato. Ora però, non solo grazie alla denuncia di Mbappè, il business delle finte criptovalute è in calo. Ora i volti e i nomi celebri vengono sfruttati illegalmente per pubblicizzare whiskey invecchiati. Chissà se almeno questi al francese piacciono davvero...