La confessione di Petit: “Nello spogliatoio del Barcellona sono stato testimone di episodi di razzismo”

La confessione di Petit: “Nello spogliatoio del Barcellona sono stato testimone di episodi di razzismo”

Buuu, banane e ululati: il razzismo serpeggia negli stadi di tutta Europa. L’ex centrocampista Emmanuel Petit non ha raccontato niente di tutto questo, ma ha svelato comunque un lato oscuro dello spogliatoio del Barcellona del passato…

di Redazione Il Posticipo

Tutto il mondo è paese quando si parla di calcio e purtroppo di razzismo. Gli ululati a Mario Balotelli a Verona qualche settimana fa, gli insulti a Raheem Sterling in Bulgaria e l’infelice uscita di un mito come Marco Van Basten col senno di poi costata carissima. Il razzismo c’è e si sente nel mondo del calcio di oggi. Quanto rivelato dall’ex centrocampista Emmanuel Petit però ha aperto scenari inquietanti anche sul Barcellona di inizio Duemila.

CONFESSIONE – È stato una leggenda del Monaco, è diventato una colonna dell’Arsenal, lasciato nel 2000 per tentare la sorte al Barcellona. L’avventura del francese all’epoca campione d’Europa e del mondo in carica però è durata poco in Catalogna: poche presenze e musi spesso piuttosto lunghi. Petit ha svelato che cosa è andato storto nella sua esperienza blaugrana ai microfoni di RMC: “Potrebbe essere scioccante quello che sto dicendo, ma sono stato testimone di episodi di razzismo nello spogliatoio del Barcellona”. Una dichiarazione che nessuno si sarebbe aspettato.

TANTE STELLE – In quello spogliatoio Petit non era l’unico francese: c’era anche il portiere Richard Dutruel. C’erano tanti spagnoli ovviamente, a cominciare dallo zoccolo duro formato da Pep Guardiola, da Ivan de la Peña e Luis Enrique e dai “ragazzini” Carles Puyol e Xavi. Era uno spogliatoio con un bel gruppetto di olandesi: su tutti Patrick Kluivert, la stella Marc Overmars, il difensore Frank de Boer e poi Philip Cocu, Michael Reiziger e Boudewijn Zenden. Quello era il Barça del brasiliano Rivaldo, ma anche del finlandese Jari Litmanen. Era uno spogliatoio molto variegato, ma anziché essere aperto era regolato da dinamiche pericolose come rivelato dall’ex centrocampista Petit: “Accadeva di tanto in tanto, ma alcuni giocatori li subivano più frequentemente”. Parole forti.

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