La clamorosa decisione di Chilavert: “Quando morirò, voglio che le mie ceneri…”

La clamorosa decisione di Chilavert: “Quando morirò, voglio che le mie ceneri…”

Un amore…che non muore mai. L’ex portiere paraguaiano ha confessato a un canale tematico dedicato al Velez che sa già cosa vuole che accada una volta che sarà arrivata la sua ora. Una scelta…in puro stile Chilavert!

di Redazione Il Posticipo

Josè Luis Chilavert non è…un portiere come gli altri. La sua carriera, fatta di momenti assurdi dentro e fuori dal campo, l’ha trasformato in una delle icone del calcio sudamericano. Celebre per le sue parate, i suoi gol su punizione, le sue risse e una certa propensione a dire sempre e comunque quello che pensa. El Bulldog non ha peli sulla lingua. Lo sa Maradona, che viene spesso e volentieri insultato, lo sapevano compagni e avversari e adesso lo sa anche…la sua famiglia. Come ha confermato al canale Youtube Tribuna Vélez TV, il paraguaiano ha già preparato i piani per la sua dipartita.

TESTAMENTO? – No, non c’è da preoccuparsi. L’ex portiere sta bene, escluso che da quando ha appeso i guantoni al chiodo ha messo su parecchi chili su un fisico già non troppo esile. Ma a un canale tematico dedicato a quella che è stata la squadra a cui si è maggiormente legato, Chilavert ha confessato che sa già cosa vuole che accada una volta che sarà arrivata la sua ora. “Il giorno che morirò, e non si sa mai quando può accadere, ho già detto a mia moglie che voglio essere cremato. Fin qui, una scelta neanche troppo inusuale. Ma è la destinazione delle ceneri che è destinata a far parlare.

LA MIA GENTE – “Voglio che le mie ceneri vengano sparse nello stadio del Velez, al José Amalfitani”. Dopo dieci anni di calcio, di passione e vittorie, il minimo sindacale? Sì, ma non è tutto. Chilavert è ben deciso a non fare torto a nessuno. “Voglio che vengano divise. Una metà deve andare in una curva e l’altra in quella opposta. Così una volta ogni quindici giorni potrò essere con la mia gente, con i tifosi del Velez”. Un amore…che non muore mai, verrebbe da dire. Complicato pensare che il club argentino possa dire di no a una delle sue icone. Molto più semplice sperare che il momento di ricongiungere il Bulldog con lo stadio che tanto ama arrivi il più tardi possibile.

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