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Kulusevski e il “metodo” Conte: “Non vuole che mi diverta, devo giocare solo per vincere”

Kulusevski e il “metodo” Conte: “Non vuole che mi diverta, devo giocare solo per vincere” - immagine 1
L'ex bianconero è uno dei calciatori "trasformati" dopo la "cura" del tecnico leccese

Redazione Il Posticipo

Con Conte non si gioca per divertimento, ma per vincere. La conferma come riportato da Football London, arriva direttamente da uno dei calciatori "trasformati" dopo la "cura" del tecnico leccese.

CATTIVERIA

Kulusevski è stato a lungo un punto interrogativo alla Juventus. L'arrivo al Tottenham di Conte lo ha responsabilizzato. Motivato a dovere, li svedese ha trovato spazio e soddisfazioni. "Ho detto che giocare così , con quattro punte, è divertente, perché posso attaccare la porta, ma il mister non vuole che mi diverta. Pretende che sia decisivo e uccida sportivamente il mio avversario. E non importa come giochi, ma il risultato. Devo imparare che conta solo vincere. Dopo il primo tempo con il Wolverhampton era furioso perché siamo scesi in campo con paura. Nella ripresa ci siamo dati una svegliata, ma adesso è necessario avere questo atteggiamento dal primo al novantesimo minuto di ogni partita".

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IMPATTO

Kulusevski dopo nove assist e sei gol nelle sue prime 21 partite di Premier League, è alla sua prima stagione dall'inizio in Premier. E si è giovato e non poco della preparazione da "marines" di Antonio Conte che ha chiesto grande sacrificio ai suoi attaccanti se vogliono giocare in quattro lì davanti.  "Di sicuro, allenarsi sin dalla preseason con la squadra aiuta e anche parecchio perché si ha più tempo per adattarsi. Ora mi sento molto meglio fisicamente. La scorsa stagione è stata più complicata dal punto di vista della pressione ambientale. Se non avessi sfruttato la possibilità, avrei rischiato di non giocare più. Con il nuovo modulo si deve faticare molto, ma questo è un gruppo formato da calciatori fantastici con grande spirito di sacrificio e disponibilità. Siamo consapevoli che si attacca e si difende in undici uomini. E per questo motivo se vogliamo tutti scendere in campo occorre adattarsi alle necessità della squadra anche in fase difensiva. Questo ci costringe a correre molto ma sapevamo quel che ci aspettava".