Kroos, gol da calcio d’angolo e rivincita personale contro il Bayern: “Mi dicevano sempre che ero fortissimo, ma alla fine non giocavo…”

Kroos, gol da calcio d’angolo e rivincita personale contro il Bayern: “Mi dicevano sempre che ero fortissimo, ma alla fine non giocavo…”

Al Real Madrid non è semplice fare notizia, soprattutto se il tuo mestiere è fare la cosa giusta al momento giusto. E anche se a trent’anni appena compiuti Toni Kroos continua a essere uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, spesso non se ne accorge nessuno. Quindi il tedesco…ha deciso di farsi notare a modo suo.

di Redazione Il Posticipo

In una squadra galactica, non è semplice fare notizia. Soprattutto se il tuo mestiere è semplicemente fare la cosa giusta al momento giusto, senza troppi fronzoli. E anche se a trent’anni appena compiuti (nato il 4 gennaio 1990 a Greifswald, Pomerania) Toni Kroos continua a essere uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, spesso non se ne accorge nessuno. I riflettori al Bernabeu, del resto, sono sempre per gli altri. Per chi brilla, come Cristiano Ronaldo prima e Benzema poi, o per chi crea grane, come Bale. E quindi per finire in prima pagina il tedesco deve fare qualcosa di speciale. Come segnare da corner.

GOL OLIMPICO – La Supercoppa spagnola in Arabia Saudita non sarà esattamente un successo di pubblico, visto che dalla penisola iberica non è che si siano mossi in molti per assistere al nuovo torneo. Ma chi era allo stadio di Gedda a vedere la semifinale tra Real Madrid e Valencia potrà raccontare ai nipotini di aver visto un gol olimpico. A segnarlo è stato proprio il tedesco, che a neanche un quarto d’ora dall’inizio della partita ha visto che il portiere avversario era un po’ troppo fuori dai pali e ha deciso di punirlo con una traiettoria beffarda. Una rete che ha permesso ai Blancos di portarsi avanti nel parziale (il match è terminato 3-1) e che sta facendo il giro del mondo.

STILETTATA – Insomma, una stella silenziosa, ma che da ormai quasi sei anni guida il Real. E dire che Kroos a Madrid ci è arrivato con il benestare del Bayern Monaco, che lo ha lasciato andare senza troppi ripensamenti subito prima del mondiale 2014. Kroos lo ricorda nel documentario a lui dedicato: “Mi dicevano sempre quanto fossi forte, quanto facessi bene tutto quanto, ma alla fine non giocavo”. Da lì, la volontà di cambiare aria, assecondata dal club bavarese. “Le società devono prendere delle decisioni e a volte si sbaglia”, chiosa Hoeness nella pellicola. Nel caso di Kroos, ci si sbaglia di brutto. Neanche quattro mesi dopo, il centrocampista segnava una doppietta nel 7-1 al Brasile e vinceva il mondiale da protagonista. E all’inizio del decennio successivo, da trentenne è ancora capace di certe magie. Una bella rivincita…

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