Kovac contro tutti, l’ultimo allenamento al Bayern è stato un attacco totale: “Thiago, non sei un mago. Boateng, devi essere più intelligente…”

Kovac, consapevole che ormai il suo tempo sulla panchina bavarese era agli sgoccioli, ha attaccato molti dei suoi calciatori nell’ultimo discorso da allenatore, tenuto domenica mattina. Le sue parole sono quelle di un tecnico frustrato, che però si è voluto togliere più di qualche sassolino dalla scarpa…

di Redazione Il Posticipo

Che la panchina di Niko Kovac fosse abbastanza traballante era chiaro a tutti, non solo a Monaco di Baviera. Ma che il croato avesse problemi con grandissima parte dello spogliatoio non era ancora emerso. C’era stato il diverbio pubblico (anzi, a mezzo stampa) con Müller, che avrebbe giocato “quando ci mancheranno altri giocatori”. E la dirigenza, a partire dall’ormai quasi ex presidente Hoeness e da Rummenigge, non è mai stata tenera nei suoi confronti. Ma da quanto riporta la Bild, Kovac, consapevole che ormai il suo tempo sulla panchina bavarese era agli sgoccioli, ha attaccato molti dei suoi calciatori nell’ultimo discorso da allenatore, tenuto domenica mattina.

KOVAC CONTRO TUTTI – A finire vittime delle accuse di Kovac sono stati un po’ tutti, a partire da Boateng, la cui espulsione dopo neanche dieci minuti è stata il momento chiave della debacle di Francoforte, con il Bayern che è tornato in Baviera con un pesante 5-1 sul groppone. “In situazioni come queste devi essere più intelligente”, ha detto il croato all’ex nazionale tedesco. Non è andata meglio a Thiago Alcantara, “Smettila di cercare di fare il mago”, o a Gnabry: “Perdi il pallone con troppa facilità”. Non si è salvato neanche Coman, che nel suo rimprovero si è anche visto superare nelle gerarchie dall’ex escluso Müller: “Kingsley, che fai, stai fermo in mezzo al campo mentre Thomas combatte?”.

ATTENZIONE – Insomma, le parole di un tecnico frustrato e conscio del suo destino, che però si è voluto togliere più di qualche sassolino dalla scarpa: “Non state mai attenti a quello che vi si dice. Voi non ascoltate. Parliamo tanto, proviamo le situazioni di gioco, ma poi in partita non le realizzate mai”. Proprio quella questione di testa su cui molti, allenatore e calciatori inclusi, hanno battuto per spiegare l’inizio di stagione altalenante del Bayern. Colpa del manico? Ora sarà il futuro a dirlo. Con Kovac, questo era il Bayern. Chi lo sostituirà riuscirà a farsi ascoltare?

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