Konterman…come Totti: “Ho detto di no al Real Madrid. Avevo paura di non riuscire a imparare lo spagnolo”

Esistono validi motivi per dire di no al Real Madrid? Qualcuno, come Totti, lo ha fatto per non tradire la squadra che lo ha cresciuto e per cui ha sempre tifato. E poi c’è anche chi ha deciso di rifiutare una chiamata della Casa Blanca per ragioni molto meno…nobili. Come Bert Konterman, spaventato…dalla lingua.

di Redazione Il Posticipo

Esistono validi motivi per dire di no al Real Madrid? Qualcuno, come ha spiegato più volte Francesco Totti, lo ha fatto per non tradire la squadra che lo ha cresciuto e per cui ha sempre tifato. Qualcun altro, come Julian Nagelsmann, perchè sentiva che non era ancora il momento di affrontare una sfida così impegnativa. E poi c’è anche chi ha deciso di rifiutare una chiamata della Casa Blanca per ragioni molto meno…nobili. È il caso di Bert Konterman, difensore olandese classe 1971. Un nome che non dice moltissimo, anche perchè la sua carriera, Feyenoord e Rangers esclusi, lo ha visto giocare solo in squadre di livello non eccelso.

OFFERTA – E dire che nel 1999, proprio mentre difendeva i colori dei biancorossi di Rotterdam, il Real Madrid offriva per lui 20 milioni di dollari. Il Santiago Bernabeu, un sogno per tutti, ma un motivo di ansia per l’olandese. Ma non per il peso della maglia, quanto per l’impossibilità…di imparare lo spagnolo. Lo ha raccontato lo stesso Konterman, come riporta Sport. “Leo Beenhakker era il mio allenatore ed era stato tecnico del Real. È venuto da me e mi ha detto ‘ti vogliono a Madrid’. E io non ci credevo. Ma lui mi ha risposto ‘io vorrei che rimanessi al Feyenoord, ma immagino che tu voglia andare al Real, visto che è un club fantastico’”.

SCELTA – Ma il problema è la lingua. “Ho sempre pensato che sarei andato a giocare in Germania o nel Regno Unito, perchè parlavo bene sia il tedesco che l’inglese. Mentre l’idea di andare in Spagna mi faceva paura ed ero nervoso per il trasferimento a un grande club come il Real. E avevo paura di non riuscire imparare lo spagnolo. Quindi, come essere umano, non mi sentivo pronto per andare al Real Madrid e ho detto no. Il che è stata una scelta stupida da parte mia, perchè gli spagnoli erano davvero interessati”. Un no che alla fine gli ha segnato la carriera. Chissà, forse bastava un corso di lingue…

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