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Koeman stronca Pjanic. “Non gioca? non vedo perché se tutto funziona bene…”

(Photo by Eric Alonso/Getty Images)

L'esperienza del bosniaco a Barcellona, sinora, è fallimentare.

Redazione Il Posticipo

Salvate il soldato Pjanic. L'esperienza del bosniaco a Barcellona, sinora, è fallimentare. Appena 17 presenze in stagione sinora e nessuna rete. E anche il minutaggio riservato all'ex centrocampista bianconero è risibile in relazione all'importanza dell'acquisto. Appena sei, le presenze dal 1' di gioco. E nelle ultime dieci partite non è stato mai preso in considerazione neanche come sostituto. 599, i minuti giocati pari al 19% dei minuti giocati. Koeman, semplicemente, non lo vede. E neanche lo nasconde.

NESSUN CAMBIO - La scelta, come ribadito dal tecnico olandese in conferenza stampa prima della sfida con il Levante, è squisitamente tecnica. Nel suo centrocampo non c'è posto per Pjanic. E neanche per Pig. "Non sono un tipo di allenatore che opera molti cambiamenti. Giochiamo con due diciottenni a centrocampo. La gestione del minutaggio dipende anche da tanti fattori. Come gli allenamenti, la tattica e il modulo scelto dagli avversari. In ogni caso, credo sia più importane farsi trovare preparati quando si è chiamati in causa per fornire un contributo".

LIGA - Restano 270' per vincere una Liga resa incandesente dalle polemiche. " Non ho alcuna intenzione di commentare quanto è accaduto, mi limto solo a dire che occorre una linea di giudizio equanime sul fallo di mano. Per quanto riguarda il campionato, vincerà chi ha più forza mentale. Si gioca troppo e non lo ritengo giusto. In ogni caso, abbiamo il dovere di credere nella vittoria del campionato. Hanno pareggiato tutti, quindi non è cambiato niente. Vedremo a che punto saremo dopo la sfida con il Levante. Siamo consapevoli che il destino non è nelle nostre mani, ma cercheremo di vincerle tutte".

FUTURO - La vittoria del titolo sembra propedeutica alla conferma in panchina. "Preferisco essere apprezzato dalle persone con cui condivido il mio lavoro. Non posso vincere la battaglia contro il tifo, la stampa e l'opinione pubblico. Spero che le persone possano apprezzare il nostro lavoro. Non mi sento sminuito né sottovalutato. L'ultima parola spetta al presidente. Personalmente non ho motivo di essere preoccupato, ho firmato per due anni ma ne parleremo a fine stagione. Mancano due settimane e tre partite, se ne riparlerà a tempo debito".