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Koeman resta sulla… Barça. Esonerarlo costa troppo

BARCELONA, SPAIN - DECEMBER 08: Head coach Ronald Koeman of FC Barcelona reacts during the UEFA Champions League Group G stage match between FC Barcelona and Juventus at Camp Nou on December 08, 2020 in Barcelona, Spain. Sporting stadiums around Spain remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by David Ramos/Getty Images)

L'allenatore olandese potrebbe restare. Mandarlo via, del resto, costa troppo.

Redazione Il Posticipo

Koeman, adesso il Barcellona ci pensa. La permanenza del tecnico olandese in Catalogna inizia a essere più di una ipotesi. Come riportato da Sport, l'allenatore potrebbe restare in... Barca per una serie di buoni motivi. In primis, i soldi. Esonerarlo costa troppo. E comunque, dal punto di vista squisitamente tecnico, la sua non è una stagione da buttare. Anzi.

DUBBI - L'incontro decisivo avverrà nella prossima settimana, a bocce ferme. Con il titolo a Madrid. Resta da capire dove, perché anche chi vince la Liga ha un peso. Una vittoria del Real sarebbe comunque meno digeribile rispetto a un successo dell'Atletico. In entrambi i casi Laporta deve sciogliere anche altri dubbi. Koeman ha una sorta di peccato originale. Non è l'allenatore scelto da questa dirigenza, ma è una scelta della gestione Bartomeu. E poi... i divorzi costano. E in questo momento il Barcellona non può permettersi di elargire costosi assegni di mantenimento a un tecnico che ha già fatto sapere di on voler rinunciare neppure a un centesimo. In soldoni, perché di questo si tratta, esonerare Koeman inciderebbe sul bilancio per 8 milioni di euro. Senza contare l'ingaggi di un nuovo allenatore. Che non sarà Flick, sogno proibito, con ogni probabilità dalla Federcalcio tedesca. Resta in piei l'ipotesi Xavi, emblema del rinnovamento sulla falsariga del 2003 e del 2009 quando il club puntò, passando alla cassa, su Rijkaard e Guardiola.

Koeman, fra l'altro, ha dovuto prima "normalizzare" un ambiente ingestibile dopo la serataccia contro il Monaco, gestire il caso Messi, convivere con il passaggio di proprietà. Ha accettato, perché gli è stato imposto, l'addio di Suarez.  E infine ha valorizzato la Masia inserendo  Pedri, Ansu, Araújo, Dest, Mingueza, Ilaix. Abbastanza per meritarsi comunque una seconda possibilità.