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Koeman, profeta in patria: fuori dall’Olanda poche gioie e… molti esoneri

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Una carriera costellata da altri e bassi. E lontano da casa, mai una gioia.

Redazione Il Posticipo

Ronald Koeman ha chiuso la sua esperienza al Barcellona. Arrivato come leggenda del club, lascia fra le polemiche e chiude nel peggiore dei modi la sua seconda esperienza nella Liga, completando il paio con la precedente. Non è una novità per il tecnico, che, carriera alla mano...è profeta in patria. Ha vinto solo nel suo paese: lontano dai Paesi Bassi, poche gioie e moltissimi esoneri.

VALENCIA - Dopo essere diventato il secondo allenatore, in compagnia di Leo Beenhakker, a vincere l'Eredivisie con Ajax e PSV, esperienze inframmezzate da due anni senza vincere il titolo con il Benfica, Koeman ha accettato di mettersi in discussione con il Valencia. Arriva a ottobre 2007 e trova una situazione alquanto complicata. Tanti calciatori di valore da lanciare e valorizzare, ma anche la gestione di veterani come Albelda e Cañizares, messi da parte senza troppi complimenti. Scelta rischiosa, quella del tecnico olandese, che non paga: la piazza gli si rivolta contro quando iniziano ad arrivare i risultati e il Valencia, nonostante la vittoria in Coppa del Re,  scivola ai margini della zona retrocessone. La manita incassata al San Mames contro il Bilbao è il suo ultimo atto da tecnico valenciano.

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INGHILTERRA - Ci riprova in Olanda:  i buoni ricordi lasciati nel suo paese gli aprono le porte dell'AZ Alkmaar che nel 2009 aveva appena vinto  il campionato. Koeman però ricalca la pessima stagione di Valencia. E a dicembre la squadra si trova addirittura sesta in campionato nonché ultima nel girone di Champions. A -16 dalla vetta la dirigenza decide che è meglio chiudere il rapporto. Torna in auge alla guida del Feyenoord due anni dopo portando la squadra al secondo posto e poi centra altre due volte il podio valorizzando Pellé. Nel 2014 accetta il Southampton dove centra un sesto e un settimo posto che gli vale la fiducia dell'Everton. Il settimo posto e la conquista dell'Europa League sono seguiti da una tremendo inizio di stagione nel 2017. A rischio retrocessione, i toffes lo sollevano dall'incarico. Accetta la nazionale olandese che guida in finale di Nations (persa con il Portogallo) e poi alla qualificazione agli Europei. A quel punto accetta il Barça. Il resto è storia.