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Koeman attacca Rudi Garcia e applaude Ibra: “C’è un allenatore francese a cui piace fare il protagonista… Zlatan merita ogni elogio, mentalmente è un vincente”

(Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Ronald Koeman non è esattamente una persona con troppi peli sulla lingua. E considerando che quando giocava lo chiamavano Rambo, è anche un tipo che è meglio non fare arrabbiare. In conferenza stampa, l'olandese ha risposto alle domande sul...

Redazione Il Posticipo

Ronald Koeman non è esattamente una persona con troppi peli sulla lingua. E considerando che quando giocava lo chiamavano Rambo, è anche un tipo che è meglio non fare arrabbiare. Lo stanno imparando a loro spese i giornalisti spagnoli, che durante le sue conferenze stampa sono spesso testimoni di dichiarazioni senza troppi fronzoli e dirette a qualche rivale, interno o esterno che sia. E come riporta AS, quella prima del match contro il Siviglia di Lopetegui, semifinale di andata della Copa del Rey, non fa eccezione. L'olandese ha risposto a chi gli chiedeva della formazione che schiererà contro gli andalusi, ma anche a qualche argomento un po'...fuori programma.

GARCIA - Come la polemica con Rudi Garcia. Quando l'allenatore del Barça ha spiegato che chi parla del futuro di Messi manca di rispetto al Barcellona, l'ex tecnico della Roma non si è fatto sfuggire la possibilità di dare una stilettata al collega. Del resto, anche Koeman ha fatto la stessa cosa con Depay. E la riposta di Rambo a chi gli riporta le dichiarazioni del francese non si fa certo attendere. "Non so perchè lo fanno, se si divertono a parlare del futuro di Messi possono anche farlo. Ora parla anche un allenatore del Lione a cui sembra piacere parecchio parlare con la stampa ed essere protagonista. Ma Rudi García non è una persona importante per me, io devo solo preparare le prossime partite. E poi vedremo".

 (Photo by Handout/UEFA via Getty Images)

IBRA - C'è anche modo di parlare...di Ibra. Koeman è stato uno dei primi tecnici dello svedese, visto che lo ha avuto a disposizione all'Ajax. E sul centravanti del Milan c'è ben poco da dire, se non fare i complimenti a chi alla soglia dei quarant'anni è ancora più che decisivo. "Ho lavorato con lui quando aveva 19 o 20 anni. Si vedeva la sua qualità e ha dimostrato di essere uno dei migliori attaccanti del mondo. E nonostante gli anni che passano, è ancora un calciatore molto forte. Mentalmente, è un vincente, il che lo rende decisivo. Quello che sta facendo da molti anni è grandissimo, ha vinto quasi tutto. E per quello che mi riguarda, si merita ogni cosa". Abbastanza per poter dire che le persone simili...si capiscono.